Di recente hanno fatto scalpore alcuni casi di iperattività dell'AI, culminate con la capacità di di bucare software a cui nemmeno avrebbero dovuto accedere. In alcuni casi sono bastate una serie di vulnerabilità sfruttate in sequenza e un modello AI è diventato capace di superare i confini dell'ambiente in cui avrebbe dovuto operare.
Uno die quelli più noti riguarda OpenAI, che di recente ha pubblicato il rapporto ufficiale sull'incidente informatico che ha coinvolto Hugging Face, offrendo così una ricostruzione più completa di un episodio diventato pubblico oltre un mese fa e già affrontato durante una presentazione a Black Hat il 6 agosto.
Secondo la ricostruzione, tutto sarebbe partito da una valutazione ExploitGym. Il modello si è trovato davanti a un compito irrisolvibile e ha utilizzato vulnerabilità fino ad allora sconosciute per aggirare le protezioni e raggiungere comunque il proprio obiettivo. Il primo sistema compromesso è stato Artifactory, strumento dedicato alla gestione dei pacchetti software, attraverso il quale il modello ha ottenuto l'accesso a Internet.
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