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Tecnologia

IMAP pubblica i primi dati scientifici: cosa rivelano sullo spazio interstellare

Grazie alle sonde Voyager abbiamo potuto imparare qualcosa di più sullo spazio interstellare, ovvero quello che si trova immediatamente al di fuori del nostro sistema solare. Ma questo debole confine è molto più complesso di quanto possa sembrare, infatti, il nostro Sistema Solare è immerso in una gigantesca bolla creata dal vento solare, ovvero un potente flusso continuo di particelle emesse dal Sole. Questa regione, chiamata eliosfera, funziona come una barriera naturale che protegge il Sistema Solare da parte delle radiazioni provenienti dallo spazio interstellare. E allora capite bene che comprendere come evolve e come interagisce con l'ambiente circostante è importante sia per la ricerca scientifica sia per migliorare le previsioni del meteo spaziale, che può influenzare satelliti, astronauti e infrastrutture tecnologiche sulla Terra. Ecco che assume particolare rilievo il nuovo traguardo raggiunto dalla missione IMAP (Interstellar Mapping and Acceleration Probe) della NASA, l'agenzia ha infatti reso disponibili i primi dati raccolti da sette dei dieci strumenti scientifici installati sulla sonda, che ricordiamo è entrata nella fase operativa il 1° febbraio 2026 dopo il lancio avvenuto nel settembre 2025. Ma quali informazioni raccolgono questi strumenti?


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