Ci sono persone che si prendono cura di un familiare senza conoscere ferie, orari o pause. Si alzano prima degli altri, organizzano visite mediche, assistono un genitore non autosufficiente, sostengono un figlio con disabilità, rinunciano talvolta a un lavoro o a una parte della propria vita sociale. Non chiedono di essere celebrate. Chiedono che quel lavoro quotidiano, spesso invisibile, venga riconosciuto e che le istituzioni non le lascino sole. Il loro impegno è una forma concreta di solidarietà, ma la solidarietà ha bisogno di condizioni che la rendano sostenibile.
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