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Da oggi stangata sul diesel: finisce lo sconto accise, il gasolio costa 6,1 cent in più

La fine delle agevolazioni fiscali sui carburanti porta un immediato rincaro per gli automobilisti italiani. A partire dal 6 ottobre 2026, il taglio fiscale introdotto per ridurre l’effetto dei rincari è scaduto, chiudendo così l'ultima fase delle riduzioni previste dal governo. La diretta conseguenza è che il prezzo del gasolio registra un aumento immeditato di 6,1 centesimi al litro alla pompa (l’importo del precedente sconto sulle accise).

Per ora niente accise mobili

Il disegno iniziale prevedeva, dopo la scadenza dello sconto, l’attivazione del meccanismo delle cosiddette “accise mobili”, che consentono allo Stato di utilizzare le maggiori entrate Iva, derivanti dai rincari energetici, per finanziare un taglio proporzionale delle accise e contenere gli aumenti dei prezzi. Al momento, però, nonostante gli annunci dei giorni scorsi, il decreto interministeriale non è arrivato. In Gazzetta Ufficiale non è infatti comparso il decreto tra il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase) e il Ministero dell'Economia e delle Finanze (Mef), provvedimento indispensabile per destinare l'extragettito Iva alla riduzione delle aliquote fiscali sui carburanti.

Accise uguali per benzina e gasolio

Distributore carburanteCon lo stop definitivo allo sconto fiscale fisso in vigore nelle settimane precedenti, l'imposta sul diesel torna all'importo ordinario di 0,673 euro al litro, pareggiando esattamente la tassazione già applicata sulla benzina. Sulla benzina, peraltro, non era più applicata alcuna agevolazione statale già da diversi mesi.

Rimane il price cap per i principali gestori

Eni ha confermato che la propria misura di salvaguardia basata sul tetto massimo ai prezzi (price cap) resta pienamente operativa per il mese di ottobre. Tuttavia, la società energetica ha precisato che il calmiere non può farsi carico del ripristino delle imposte statali. Conseguentemente, Eni ha incrementato il limite di prezzo massimo sul gasolio di 6 centesimi, facendolo salire da 2,19 a 2,25 euro al litro, mentre la soglia sulla benzina rimane invariata a 1,99 euro al litro. Un adeguamento analogo è atteso anche per le altre tre compagnie energetiche che hanno aderito al calmiere sui listini, ovvero IP, Q8 e Tamoil.

Perché non è stato prorogato lo sconto

La scelta dell'esecutivo di non reintrodurre la riduzione delle accise appare legata alla presenza dei calmieri volontari avviati dalle aziende petrolifere, che coprono oltre il 50 per cento della rete distributiva italiana. Rinunciando a rinnovare il taglio fiscale, il governo intende preservare risorse finanziarie preziose in vista della definizione della prossima legge di bilancio, caratterizzata da margini di manovra ben più ristretti del previsto. Le misure di contenimento dei prezzi attuate da marzo ad oggi sono infatti costate alle casse pubbliche circa due miliardi e mezzo di euro.

La delusione delle associazioni dei consumatori

La decisione ha sollevato forti proteste da parte di tutte le associazioni dei consumatori di fronte al nuovo rialzo del costo della mobilità quotidiana. Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori, ha dichiarato:Il tradimento del governo, che a differenza di quanto promesso dalla premier il 16 settembre non ha ancora fatto scattare il sistema delle accise mobili, ha prodotto i suoi primi effetti negativi, invertendo una discesa virtuosa dei prezzi dei carburanti che durava dal 27 settembre, dopo la prima decisione delle compagnie petrolifere di applicare uno sconto.Sulla stessa linea il Codacons, che attraverso i suoi portavoce ha dichiarato:Sul fronte delle accise il governo sembra non mantenere le promesse. L'esecutivo aveva annunciato l'applicazione del meccanismo delle accise mobili a partire dal 6 ottobre, ma ancora non si vede l'atteso decreto interministeriale Mase-Mef, con la conseguenza che per la prima volta dallo scorso marzo gli italiani non godono di alcuno sconto sulla tassazione dei carburanti e possono fare affidamento solo sulle iniziative autonome delle compagnie petrolifere. Come previsto, lo stop al taglio delle accise sul gasolio ha portato ai primi rialzi per il gasolio sulla rete stradale, interrompendo l'ondata di ribassi registrata negli ultimi giorni dopo gli sconti avviati da Eni, Ip, Q8 e Tamoil.
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