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Cultura

Marcello Fois vince il premio Campiello con "L'immensa distrazione", la dedica a Michela M...

AGI - È Marcello Fois il vincitore della 64ª edizione del Premio Campiello, concorso di narrativa italiana contemporanea promosso dalla Fondazione Il Campiello – Confindustria Veneto. Sul palco del Palazzo del Cinema del Lido di Venezia – per la prima volta cornice della serata finale –, lo scrittore si è aggiudicato il prestigioso riconoscimento con il romanzo “L’immensa distrazione” (Giulio Einaudi Editore), conquistando 83 voti sui 282 espressi dalla Giuria dei Trecento Lettori Anonimi. Un successo sul filo del rasoio: al secondo posto si è posizionato Alcide Pierantozzi con “Lo sbilico” (Einaudi, 80 voti). A seguire Elena Varvello con “La vita sempre” (Guanda, 54 voti), Valeria Parrella con “La ragazzina” (Feltrinelli, 33 voti) e Ermanno Cavazzoni con “Storia di un’amicizia” (Quodlibet, 32 voti).  

La dedica a Michela Murgia e i ringraziamenti

Commosso il commento di Fois dal palco: "Scrivere questo libro a quest'età è un po' come fare un bilancio di tutto: capire da che parte si sta, capire che scrivere è un mestiere difficilissimo. C'è tanto da dire e tanta gratitudine per questo mondo". Lo scrittore ha poi dedicato la vittoria a un'amica e collega scomparsa: "Voglio ringraziare una persona che non c'è, ma per me c'è, una donna bellissima e resiliente: Michela Murgia".

Gli altri premi della serata

Nel corso della cerimonia, condotta da Alessio Viola e Arianna Porcelli Safonov con l'animazione musicale di Margherita Vicario e le letture di Matteo Caccia, sono stati attribuiti gli altri riconoscimenti ufficiali: Campiello Giovani a Matteo Ghisleri con il racconto “Ricalcolo percorso”; Opera Prima a Nadeesha Uyangoda per “Acqua sporca” (Einaudi); Premio Fondazione Il Campiello a assegnato a Domenico Starnone; Campiello Junior a Rosella Postorino e Daniele Mencarelli (vincitori delle rispettive categorie). Come sottolineato dal Presidente della Fondazione Il Campiello e di Confindustria Veneto, Raffaele Boscaini, l'evento ha ribadito il profondo legame tra mondo dell'impresa e cultura: "La cultura è una delle infrastrutture invisibili dell'impresa: ci insegna a immaginare ciò che ancora non esiste".        
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