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Zanzare a ottobre: perché non se ne vanno più per il caldo

zanzara ut Nelle regioni settentrionali, a ottobre, le zanzare dovrebbero praticamente sparire. Dovrebbero, appunto. Nel resto d’Italia la faccenda è ben diversa, e lo diventa sempre di più man mano che si scende verso il Sud. Ma va detto che ormai nemmeno al Nord Italia se ne vanno davvero, soprattutto nella prima parte del mese: molto dipende dal tempo che fa. Il ciclo di sviluppo di questi insetti è strettamente legato al clima, e il clima di questi giorni – in particolare al Centro e al Sud – ricorda da vicino l’estate.  

Il ciclo vitale della zanzara tigre e il peso della temperatura

La zanzara tigre (Aedes albopictus) è un insetto a sangue freddo. Non regola da sé la propria temperatura corporea, e quindi tutto il suo sviluppo procede alla velocità che l’aria circostante gli concede. Il ciclo passa per quattro stadi: uovo, larva, pupa e adulto. Le uova vengono deposte appena sopra il pelo dell’acqua, sulle pareti di piccoli contenitori, e si schiudono quando il livello sale e le sommerge. Con il caldo, dall’uovo all’adulto possono bastare pochi giorni; con il fresco, i tempi si allungano parecchio. Qui entra in gioco l’autunno. Nelle popolazioni europee, quando le ore di luce calano – indicativamente sotto le 13-14 ore giornaliere, come riporta l’ECDC – le femmine iniziano a deporre uova in diapausa, una sorta di letargo che permette di superare l’inverno. Gli adulti, invece, sotto i 9°C mostrano un’attività molto ridotta. Insomma, il calendario dice una cosa, ma è il termometro a decidere quando la stagione delle zanzare finisce davvero. E se le temperature restano estive, gli adulti continuano a volare, a pungere e a deporre. Le femmine adulte cercano i microclimi più tiepidi: sottoscala, garage, cantine, ambienti domestici. Anche quando fuori l’aria si rinfresca, dentro casa possono sopravvivere a lungo. Non a caso a Roma sono stati osservati esemplari attivi anche in pieno inverno.  

Fine settembre da piena estate: i valori registrati

Guardiamo i numeri di questi giorni. La temperatura è salita fino a 33°C, per esempio nel Sud-Ovest della Sardegna, nell’oristanese e nella Sardegna interna. Valori di 31°C sono stati registrati perfino in alta collina, anche nel sassarese. Su queste aree la zanzara può tranquillamente sopravvivere, e non a stento: con valori del genere il suo ciclo gira quasi a pieno regime. Allargando lo sguardo all’intera Italia, le temperature restano elevate ovunque. Nelle regioni orientali si arriva a 27°C come valori massimi, parlando delle zone di pianura, mentre sulla Penisola si toccano 27°C, 28°C e 29°C. Una situazione climatica decisamente anomala per la fine di settembre, che ricorda molto più l’estate che l’autunno – e le cronache di questi giorni lo confermano.  

Un calo termico in arrivo, ma forse non decisivo

Sì, ci sarà un calo termico. Il punto è capire quanto sarà incisivo. Al momento non siamo affatto certi che basti a chiudere la partita con l’estate, anzi: non sembrerebbe proprio. Le ultime elaborazioni dei modelli matematici indicano che l’anticiclone resiste e che dal 6 ottobre è possibile una svolta, ma sulla sua intensità restano molti dubbi. Altre analisi parlano di un ottobre sospeso tra caldo anomalo e grandi piogge, con temperature che potrebbero rimanere sopra la media anche dopo l’arrivo delle perturbazioni. E qui c’è un aspetto da non sottovalutare: le piogge autunnali, se accompagnate da clima mite, non fermano le zanzare, le aiutano. L’acqua che ristagna in tombini, sottovasi e grondaie diventa un vivaio perfetto. Se i modelli matematici annunciano grandi piogge per ottobre e le temperature non scendono in modo netto, le condizioni per nuove generazioni di zanzare persistono. Già in passato si è parlato di zanzare e insetti attivi anche a novembre con autunni caldi e umidi, privi di gelo. Il risultato è che al Centro e al Sud le zanzare potrebbero sopravvivere a lungo, e addirittura restare vitali anche all’inizio dell’inverno.  

Riscaldamento Globale e stagione sempre più lunga

Negli ultimi decenni la stagione di attività della zanzara tigre si è allungata, e il legame con il Riscaldamento Globale è studiato da tempo. Il servizio Copernicus, attraverso i dati elaborati con l’ECMWF, mette a disposizione indicatori sull’idoneità climatica dell’Europa alla presenza di Aedes albopictus e sulla durata della sua stagione attiva. Diversi lavori scientifici, inoltre, mostrano come il caldo acceleri lo sviluppo delle larve, con il rischio di un numero maggiore di zanzare adulte. Autunni come questo, in pratica, regalano all’insetto settimane in più di attività.  

Ristagni d’acqua

La prevenzione conta più di qualsiasi spray. La zanzara tigre ha un raggio d’azione di poche centinaia di metri dal luogo in cui nasce, quindi il focolaio è quasi sempre vicino a casa. Bastano pochi centimetri d’acqua ferma, anche un tappo rovesciato, per far schiudere le uova. Svuotate sottovasi, secchi, annaffiatoi e teli di plastica dopo ogni pioggia, e girate a testa in giù i contenitori che restano all’aperto. Controllate grondaie e canali di scolo: foglie e detriti autunnali li intasano facilmente, creando piccole pozze invisibili. Nei tombini e nelle caditoie di cortili e giardini si possono usare prodotti larvicidi specifici, reperibili in farmacia o nei negozi di giardinaggio, da ripetere secondo le indicazioni riportate in etichetta. Fontane e piccoli laghetti andrebbero mantenuti con l’acqua in movimento, o popolati da pesci che si nutrono di larve. Abbassare la guardia a ottobre è l’errore più comune. Finché il clima resta così mite, la stagione delle zanzare non si può considerare chiusa.   Credit
  • ECDC – Aedes albopictus, factsheet for experts
  • ECMWF – Climatic suitability for the presence and seasonal activity of the Aedes albopictus mosquito for Europe derived from climate projections

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