
Perché il caldo fuori stagione conta
Negli ultimi tempi si sono registrate temperature che di solito appartengono alla piena estate. Tradotto: più energia disponibile nei bassi strati, più vapore acqueo, più carburante per i temporali. Quando l’aria calda e umida sale, il vapore condensa e libera calore – il cosiddetto calore latente – che spinge la nube ancora più in alto. Nascono così le correnti ascensionali, il vero motore della grandine: tengono sospesi i chicchi di ghiaccio abbastanza a lungo da farli crescere, strato dopo strato, come spiegato in questo approfondimento su come la grandine riesce a crescere dentro una nube. Un dettaglio sfugge a molti. Una cella temporalesca importante non ha bisogno di 35°C: si sviluppa anche con 20-25°C al suolo, se in quota scorre aria più fresca e il contrasto termico lungo la verticale è marcato. Conta quella differenza, non il termometro sul balcone.Il precedente di Milano
A Milano è rimasta nella memoria una grandinata incredibile, ormai di oltre vent’anni fa, con chicchi fino a 6 centimetri di diametro. Era il 16 marzo 2008. E marzo non è estate. Un episodio che dimostra come questi fenomeni possano presentarsi anche lontano dalla stagione calda: più di rado, certo, rispetto ai mesi estivi, quando quasi ogni temporale porta con sé ghiaccio, ma possono ancora verificarsi. Del resto, di grandine sulla città si è tornati a parlare parecchio dopo l’estate appena trascorsa, come ricordato nell’articolo sulla grandine a Milano e sui rischi per chi si mette in auto. Ma la grandine precoce e tardiva è notizia di tutta Italia, intendendo quella con grosse dimensioni.Cosa aspettarsi nelle prossime due settimane
Dove grandinerà, oggi, non si può dire. La grandine è un fenomeno locale, legato alla singola cella, e nessun modello matematico è in grado di individuare con giorni di anticipo il paese che verrà colpito. Si può invece valutare il contesto. Nell’arco di due settimane è atteso un calo termico dopo la sfuriata mite, ma le temperature non saranno da ottobre. Resta quindi un rischio, seppur ridotto, di grandinate sul Nord. Altrove il rischio – in Italia – è molto maggiore. A pesare c’è anche un mare più caldo del normale, fonte di umidità extra.Uno sguardo al resto del mondo
Altrove grandina forte anche con temperature inferiori ai 20°C. Succede in alcune aree del Nord America, nelle Grandi Pianure, e soprattutto in Sudamerica, tra Uruguay e Argentina, dove si osservano grandinate devastanti in condizioni che da noi non basterebbero. Lì la geografia fa la differenza. Anche la nostra geografia, però, non scherza. Le Alpi, gli Appennini e un Mediterraneo sempre più caldo formano una combinazione capace di innescare celle molto vigorose: i chicchi sempre più grandi degli ultimi anni. Credit- NOAA NSSL – Severe Weather 101: Hail Basics
- NCAR & UCAR News – Field campaign to study extreme storms in Argentina
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