Intesa ha ottenuto l’accreditamento in IT Wallet come Verificatore di Attestati Elettronici. Secondo quanto comunica l’azienda, parte di Havant Group e da non confondere con Intesa Sanpaolo, al momento sarebbe l’unico soggetto privato presente nel registro con questo ruolo, accanto all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (IPZS), amministrazioni pubbliche ed enti.
Il compito del verificatore è controllare gli attestati digitali presentati attraverso il wallet, ad esempio quelli relativi a età, residenza o titoli, assicurandosi che siano validi e provengano da una fonte riconosciuta. Per operare nella federazione occorre gestire chiavi crittografiche, certificati con validità limitata e il rispetto continuo dei profili tecnici previsti dal Trust Anchor gestito dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.
Intesa lega questo passaggio alla propria attività come Qualified Trust Service Provider e alla partecipazione ai progetti europei sull’European Digital Identity Wallet, prima con il consorzio Potential e ora con We Build. Il tema diventerà rilevante per diversi settori regolamentati. Intesa richiama l’articolo 5f del regolamento eIDAS2, secondo cui dal 24 dicembre 2027 scatterà per alcuni soggetti privati l’obbligo di accettare il wallet come strumento di identificazione e autenticazione forte. Tra le categorie interessate vengono citati banche, istituti di pagamento, assicurazioni, operatori telco, aziende energetiche, trasporti, sanità e istruzione.
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