L'entusiasmo per l'intelligenza artificiale ha spinto Wall Street su valutazioni che ricordano sempre più da vicino quelle viste ai tempi della bolla dot-com. Non significa necessariamente che il mercato stia vivendo una situazione simile, ma secondo alcuni economisti dell’istituto di Francoforte, una correzione dei prezzi azionari è comunque probabile, anche se i prezzi attuali fossero giustificati dal reale potenziale economico dell'AI.
Il tema è stato affrontato in un'analisi pubblicata sul blog della Banca Centrale Europea. Negli Stati Uniti il CAPE ratio, uno degli indicatori utilizzati per misurare le valutazioni del mercato azionario, è oggi vicino ai massimi storici. In Europa le valutazioni sono cresciute molto meno, ma gli investitori restano comunque fortemente esposti ai grandi titoli tecnologici americani.
Il confronto con il passato nasce da una dinamica che si è già vista più volte: le grandi rivoluzioni tecnologiche tendono ad attirare enormi quantità di capitali e a spingere rapidamente le valutazioni in Borsa. È successo con le ferrovie nell'Ottocento, con elettricità e radio negli anni Venti e con internet alla fine degli anni Novanta. Tutte tecnologie che hanno poi cambiato davvero l'economia, ma senza evitare forti correzioni dei mercati dopo la fase iniziale di entusiasmo.Secondo gli economisti, prezzi molto elevati possono avere anche una spiegazione razionale. Di fronte a una tecnologia nuova è difficile prevedere quali società diventeranno dominanti e quanto potranno crescere. Nvidia viene citata come esempio: dal 2022 il titolo è aumentato di circa venti volte proprio mentre il gruppo assumeva un ruolo centrale nello sviluppo dell'AI.
Il rischio cambia quando una tecnologia smette di riguardare poche aziende e viene adottata su larga scala. Finché resta circoscritta, un eventuale fallimento ha effetti limitati. Quando invece entra in molti settori dell'economia, un problema può avere conseguenze molto più ampie e gli investitori iniziano a considerare quei titoli più rischiosi. Per questo possono pretendere rendimenti maggiori, facendo scendere le valutazioni anche se gli utili continuano a crescere. C'è poi la componente speculativa. Se l'entusiasmo porta i prezzi molto oltre quanto giustificato dai risultati delle aziende, la correzione può essere ancora più forte quando le aspettative iniziano a ridimensionarsi.
Il punto, quindi, non è capire se l'AI sia davvero una nuova bolla dot-com. In entrambi gli scenari, sia quello più razionale sia quello legato a un eccesso di entusiasmo, una correzione dei mercati resta possibile. Questo non significa però che le quotazioni abbiano già raggiunto il loro massimo: se l'AI avrà davvero un impatto profondo sull'economia, i titoli potrebbero tornare a crescere anche dopo una fase di ribasso.
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