La crisi delle memorie non fa sconti a nessuno. Anzi, al contrario: fa impennare i costi produttivi, che poi si riflettono sui prezzi finali dei prodotti, e quindi sulle tasche dei consumatori. E Apple non è immune a questo fenomeno globale: lo abbiamo già visto con i rincari importanti su Mac e iPad, e lo vedremo presto di nuovo con i listini ritoccati verso l'alto degli iPhone 18 Pro. I produttori di memoria stanno infatti destinando una quota crescente della capacità produttiva ai data center dedicati all'intelligenza artificiale, dove i margini sono più elevati: rimane così meno spazio per le esigenze del mercato consumer.
Ma quello dei prezzi non è l'unico problema sul piatto. Perché penuria di memorie significa anche possibili ritardi nelle spedizioni. Negli ultimi giorni la testata coreana DDaily ha delineato proprio questo scenario per il lancio di iPhone 18 Pro e Pro Max, e oggi il noto analista Ming-Chi Kuo è intervenuto pubblicamente su X sostenendo la stessa tesi, ed espandendo un po' il contesto.
CONFERME E SMENTITE
Per Kuo Apple avrebbe già ridimensionato i propri programmi di produzione hardware almeno per la fine del 2026 proprio a causa delle crescenti difficoltà nel reperire memorie. Il problema non riguarderebbe soltanto alcuni Mac già sul mercato, ma sembra appunto destinato a toccare anche i prossimi iPhone (non solo i Pro, ma anche il pieghevole Ultra).Il miglior smartphone pieghevole del momento? Samsung Galaxy Z Flip 7, compralo al miglior prezzo da Amazon Marketplace a 768 euro.
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