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Tecnologia

I nuovi iPhone sono un po’ più americani: quasi 100 componenti di iPhone Duo ed iPhone 18 Pro arrivano da aziende USA

I nuovi iPhone sono un po’ più americani: quasi 100 componenti di iPhone Duo ed iPhone 18 Pro arrivano da aziende USA Una parte di iPhone Duo ed iPhone 18 Pro nasce negli Stati Uniti. Apple ha annunciato due nuove collaborazioni del suo American Manufacturing Program (AMP), legate proprio ai due iPhone più recenti: Perryman Company, che fornirà il titanio per la scocca del pieghevole, e Qnity Electronics, che produrrà una parte della tecnologia della nuova apertura variabile della fotocamera di iPhone 18 Pro.

Un dipendente mescola le materie prime per la produzione del titanio di iPhone Duo
AMP è il programma lanciato da Apple nel 2025 per riportare negli Stati Uniti la produzione di componenti avanzati, all’interno di un impegno da 600 miliardi di dollari in quattro anni su produzione ed innovazione nel paese. Secondo l’azienda, i suoi fornitori sono presenti in tutti i 50 stati e sostengono oltre 450.000 posti di lavoro. Apple lancia un programma per riportare la produzione in America con 600 miliardi di investimentiLeggi anche

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0 Commenti Sabih Khan, il direttore operativo di Apple, ha commentato così le nuove collaborazioni: L’ingegno americano è fondamentale per tutti i nostri prodotti, dal titanio lavorato per iPhone Duo alle innovazioni della fotocamera di iPhone 18 Pro.

Il titanio di iPhone Duo arriva dalla Pennsylvania

Perryman Company è un’azienda a conduzione familiare specializzata in prodotti in titanio. Nello stabilimento di Houston, in Pennsylvania, fonde, forgia e lamina il titanio destinato ad iPhone Duo, usando almeno l’80% di materiale riciclato. Apple investirà fino a 100 milioni di dollari nei prossimi tre anni in questa collaborazione, che non riguarda solo il pieghevole ma anche altri prodotti. I nuovi iPhone sono un po’ più americani: quasi 100 componenti di iPhone Duo ed iPhone 18 Pro arrivano da aziende USA — screenshot 1I nuovi iPhone sono un po’ più americani: quasi 100 componenti di iPhone Duo ed iPhone 18 Pro arrivano da aziende USA — screenshot 2I nuovi iPhone sono un po’ più americani: quasi 100 componenti di iPhone Duo ed iPhone 18 Pro arrivano da aziende USA — screenshot 3I nuovi iPhone sono un po’ più americani: quasi 100 componenti di iPhone Duo ed iPhone 18 Pro arrivano da aziende USA — screenshot 4I nuovi iPhone sono un po’ più americani: quasi 100 componenti di iPhone Duo ed iPhone 18 Pro arrivano da aziende USA — screenshot 5I nuovi iPhone sono un po’ più americani: quasi 100 componenti di iPhone Duo ed iPhone 18 Pro arrivano da aziende USA — screenshot 6 La scocca di iPhone Duo è in titanio di grado 5, una lega particolarmente resistente che, secondo Apple, garantisce al primo iPhone pieghevole un’ottima durata nel tempo.
La cerniera di iPhone Duo

Qnity e l’apertura variabile di iPhone 18 Pro

La seconda collaborazione si allarga, invece di cominciare da zero: Qnity Electronics, con sede in Delaware, fa parte del programma da marzo 2026 ed ora produrrà negli Stati Uniti delle pellicole avanzate indispensabili per il nuovo sistema ad apertura variabile di iPhone 18 Pro. È la novità principale della fotocamera Fusion da 48MP dei nuovi Pro: il diaframma si regola da solo in base alla scena, facendo entrare più luce negli ambienti bui e restituendo dettagli più nitidi quando la luce abbonda.
Le lamelle del diaframma della fotocamera principale di iPhone 18 Pro
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Quasi 100 componenti dei nuovi iPhone sono americani

Secondo Apple, sono quasi 100 i componenti di iPhone Duo ed iPhone 18 Pro prodotti da aziende statunitensi, dai chip wireless al silicio che gestisce le funzioni principali dei dispositivi, con fornitori distribuiti in più di una dozzina di stati. Oltre a Perryman e Qnity, l’azienda ha fatto il punto sugli altri partner:
  • Broadcom sta ampliando e rinnovando lo stabilimento di Fort Collins, in Colorado, con un investimento da 1,5 miliardi di dollari annunciato a luglio: produrrà componenti a radiofrequenza per molti prodotti Apple, ed oltre 15 miliardi di chip nel corso dell’accordo pluriennale;
  • Corning, partner di Apple dal primo iPhone del 2007, produce a Harrodsburg, in Kentucky, vetri speciali come il Ceramic Shield. Entro la fine del 2026 da qui uscirà tutto il vetro di copertura degli iPhone, iPhone Duo compreso, e degli Apple Watch venduti nel mondo;
  • Coherent fornisce dallo stabilimento di Sherman, in Texas, i laser VCSEL che permettono il funzionamento di Face ID e di altre funzioni di iPhone ed iPad, compresa la Dynamic Island ridisegnata di iPhone 18 Pro ed iPhone 18 Pro Max;
  • TSMC continua ad aumentare la produzione nella fabbrica in Arizona, dove nel 2026 realizzerà oltre 100 milioni di chip per iPhone, iPad, Apple Watch ed altri prodotti Apple, mentre prosegue la costruzione del campus nord;
  • Amkor Technology sta costruendo a Peoria, in Arizona, il suo primo impianto ad alto volume per l’assemblaggio ed il collaudo dei chip: i lavori sono cominciati a settembre 2025, le prime due fasi dovrebbero dare lavoro ad oltre 3.500 persone del posto, ed Apple sarà fra i primi clienti.
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0 Commenti Le collaborazioni rientrano anche nell’obiettivo di Apple di diventare carbon neutral su tutta la sua filiera entro il 2030: tutti i fornitori diretti dovranno alimentare con energia rinnovabile la produzione per Apple entro la fine del decennio, e cresce l’uso di materiali riciclati, come nel caso del titanio di Perryman.

Il centro di formazione di Houston, dove arriverà anche Mac mini

Ad agosto 2026 Apple ha aperto il suo Advanced Manufacturing Center a Houston, questa volta in Texas, il secondo centro di formazione sulla produzione negli Stati Uniti. In uno spazio di circa 1.860 metri quadrati, gli ingegneri di Apple insegnano alle piccole e medie imprese gli stessi processi usati per i prodotti dell’azienda, dall’assemblaggio finale alla progettazione delle schede a circuito stampato. Il centro si trova nello stesso complesso in cui Apple produce i suoi server per l’intelligenza artificiale, e dove entro la fine del 2026 comincerà anche la produzione di Mac mini.
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