Produrre energia imitando ciò che accade nel cuore delle stelle è relativamente semplice da spiegare, ma stando a quanto stiamo vedendo negli ultimi anni, le problematiche da risolvere sono molte e rendono decisamente complesso trasformare la teoria in una centrale elettrica reale e funzionante. Uno degli ostacoli della fusione nucleare è riuscire a confinare un plasma caldissimo abbastanza a lungo da ottenere energia utilizzabile, costruendo al tempo stesso un impianto economicamente sostenibile.
Tra le soluzioni più interessanti per riuscire nello scopo c'è una nuova generazione di magneti superconduttori. Commonwealth Fusion Systems utilizza superconduttori ad alta temperatura, indicati con la sigla HTS, capaci di generare campi magnetici molto intensi in dimensioni relativamente contenute.
Il loro compito è tenere il plasma lontano dalle pareti all'interno di un tokamak, una camera a forma di ciambella nella quale avvengono le reazioni di fusione. La tecnologia viene sperimentata con SPARC, il reattore dimostrativo in costruzione nel Massachusetts.
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