Era il 30 marzo 2023 quando il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, decise di commissariare la Camera di Commercio Irpinia Sannio in ragione dello stallo determinatosi a causa delle spaccature interne alla maggioranza che elesse ai vertici della nuova Camera l’ex Presidente di Confindustria Avellino, Pino Bruno, dopo una travagliata fase di transizione segnata da sanguinose lacerazioni.
La scelta di De Luca cadde sull’avvocato civilista Girolamo Pettrone, già commissario straordinario della Camera di Commercio di Napoli dal 2016 al 2018, il cui mandato avrebbe dovuto essere a tempo, funzionale a definire gli equilibri del nuovo Consiglio dell’ente camerale e, dunque, a porre le condizioni per l’elezione dei nuovi organi di governo.
A distanza di quasi 4 anni nulla s’è mosso, Pettrone è ancora lì, a capo di un ente strategico fondamentale per lo sviluppo dei territori, che gestisce, tra l’altro, ingentissime risorse. All’assordante silenzio della politica e delle istituzioni, in primo luogo dei consiglieri regionali di entrambe le province, si somma quello scandaloso e colpevole delle associazioni di categoria, ovvero dei soggetti che dovrebbero trovare rappresentanza all’interno del Consiglio camerale, che dovrebbero concorrere alla definizione di strategie funzionali allo sviluppo e alla crescita economica e sociale dei territori.
Un commissariamento che dura da quattro anni e che a conti fatti non ha prodotto alcunché, al di là di una gestione ordinaria che poco o nulla ha lasciato ai territori e di cui si sa poco, per non dire niente.
E se Vincenzo De Luca colse la palla al balzo, sfruttando lo stallo per legittimare un commissariamento che gli ha consentito di gestire da remoto la Camera e le relative leve di gestione, puntando su uomini di sua stretta fiducia, a partire proprio da Pettrone, da circa un anno a Palazzo Santa Lucia c’è un nuovo Presidente.
A Roberto Fico, dunque, ci rivolgiamo con grande rispetto per chiedere un intervento immediato volto a restituire alle aree interne la Camera di Commercio di cui hanno bisogno. La tesi secondo cui tutto è bloccato in ragione della molteplicità di ricorsi presentati da diverse associazioni di categoria che rivendicano spazi di rappresentanza e contestano la distribuzione dei seggi, non regge più. La questione è esclusivamente di volontà politica.
De Luca non aveva alcun interesse a determinare le condizioni per liberare la Camera dalla cappa del commissariamento e non lo ha fatto. Fico, che fino ad oggi si è mosso con grande intelligenza ed equilibrio, esercitando la discontinuità rivendicata sul terreno della concretezza più che su quello della demagogia, che sta dimostrando attenzione oggettiva alle aree interne, avrebbe tutto l’interesse a procedere, senza indugio, per restituire a questi territori un ente strategico irrinunciabile, concepito proprio per favorire l’emergere di una visione condivisa tra due province che hanno innanzitutto la necessità di ritrovarsi in un destino comune. Attendiamo fiduciosi.
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