Mentre gli investimenti ferroviari puntano sulle grandi direttrici dell’Alta Velocità, le aree interne della Campania continuano a fare i conti con disagi e collegamenti insufficienti. È il caso della linea ferroviaria Benevento-Cancello, la storica ferrovia della Valle Caudina, chiusa dal 2021 per consentire un articolato programma di ammodernamento. A sollevare nuovamente la questione è il Nuovo Comitato Utenti Ferrovia Valle Caudina, che denuncia le pesanti conseguenze della prolungata interruzione del servizio per pendolari, studenti, lavoratori e per l’intero tessuto economico del Sannio e dell’Irpinia. «Sei anni di chiusura totale non sono un semplice cantiere», sottolinea il Comitato in una nota a firma di Cosimo Nicchiniello e Giuseppe Iodice, che considera la sospensione della linea un grave ostacolo al diritto alla mobilità e un fattore che rischia di accentuare l’isolamento delle comunità locali. Gli autobus sostitutivi, secondo i rappresentanti degli utenti, non possono costituire una soluzione adeguata e duratura per un territorio che ha bisogno di collegamenti ferroviari efficienti con l’area metropolitana di Napoli.
Riapertura nel 2027, ma restano dubbi e preoccupazioni
Le prospettive di riattivazione della tratta, ipotizzate per i primi mesi del 2027 dopo il completamento dei lavori, dei collaudi e delle necessarie autorizzazioni di ANSFISA, non bastano a rassicurare cittadini e comitati. I ripetuti rinvii e le scadenze non rispettate hanno alimentato un clima di sfiducia nei confronti della gestione dell’infrastruttura. Per il Comitato, tuttavia, il problema non riguarda soltanto la data di riapertura, ma soprattutto la capacità di garantire nel tempo un servizio sostenibile, affidabile e adeguato alle esigenze del territorio. A preoccupare sono anche le dichiarazioni attribuite ai vertici di EAV sulla difficoltà di sostenere economicamente la gestione della linea. Una prospettiva che solleva interrogativi sull’effettiva utilità degli investimenti pubblici già destinati al progetto, a partire dai 109 milioni di euro indicati dal Comitato come finanziamenti PNRR, oltre alle ulteriori risorse impiegate per i lavori. «Che senso ha investire ingenti risorse pubbliche per ammodernare una ferrovia se, una volta terminati gli interventi, non sarà possibile garantire il servizio?», è la domanda posta dai rappresentanti degli utenti, che chiedono risposte concrete alla Regione Campania e a EAV.«La soluzione è il passaggio a RFI»
La proposta avanzata dal Nuovo Comitato Utenti Ferrovia Valle Caudina è il trasferimento dell’intera infrastruttura a Rete Ferroviaria Italiana (RFI), attraverso gli strumenti previsti dalla normativa per le linee ferroviarie regionali interconnesse con la rete nazionale. Il riferimento legislativo indicato dal Comitato è l’articolo 47, commi 3 e 5, della legge n. 96 del 2017. Secondo i promotori dell’iniziativa, la connessione della linea con il nodo ferroviario nazionale di Cancello rappresenterebbe un elemento determinante per avviare il percorso di integrazione nella rete nazionale. L’obiettivo è sottrarre la ferrovia alle difficoltà finanziarie e gestionali che, secondo il Comitato, caratterizzano l’attuale assetto regionale, assicurando standard infrastrutturali, manutenzione, sicurezza e investimenti adeguati. Il passaggio a RFI, nelle intenzioni dei promotori, consentirebbe inoltre di rafforzare i collegamenti tra il Sannio, l’Irpinia e Napoli, favorendo l’accesso all’Alta Velocità attraverso la stazione di Afragola. A sostegno della proposta viene richiamato anche quanto avvenuto in altre regioni italiane. Il Comitato cita, in particolare, il trasferimento a RFI di cinque ferrovie regionali piemontesi, avvenuto il 6 dicembre 2023, dopo precedenti operazioni realizzate in Umbria. Un eventuale trasferimento dell’infrastruttura, precisano i rappresentanti degli utenti, non implicherebbe necessariamente l’affidamento del servizio di trasporto a un unico operatore. La gestione della circolazione dei treni e quella dei servizi ferroviari sono infatti ambiti distinti. Il Comitato sottolinea inoltre la necessità di coinvolgere le organizzazioni sindacali, tutelando i diritti acquisiti dei lavoratori e garantendo la salvaguardia dei posti di lavoro.Il nodo di Benevento Centrale: «Non si torni indietro»
Un’altra questione considerata particolarmente delicata riguarda il futuro collegamento con Benevento Centrale. Secondo quanto riferito dal Comitato, al termine degli interventi la linea potrebbe essere riattivata limitatamente alla stazione di Benevento Appia, senza ripristinare il collegamento ferroviario con la stazione centrale. Un’eventualità che suscita forti perplessità, anche alla luce della storia della tratta: il collegamento tra Benevento Appia e Benevento Centrale, inaugurato il 10 luglio 1913, è rimasto operativo fino all’attuale sospensione per lavori. Per il Comitato, rinunciare al prolungamento fino alla stazione centrale significherebbe ridurre l’efficacia del servizio proprio nel momento in cui si dovrebbe puntare a una maggiore integrazione tra le linee ferroviarie secondarie e i grandi nodi di trasporto. L’ipotesi di ricorrere a un trasbordo su autobus per raggiungere Benevento Centrale viene giudicata penalizzante per gli utenti, costretti ad affrontare ulteriori tempi di percorrenza e disagi nei propri spostamenti. «Provate a immaginare le difficoltà per chi deve proseguire il viaggio verso altre destinazioni», è la considerazione del Comitato, che chiede di non compromettere i benefici attesi dagli interventi di ammodernamento con una soluzione che rischierebbe di rendere meno agevoli i collegamenti.«La mobilità è un diritto, non una concessione»
La vertenza della Valle Caudina, secondo il Nuovo Comitato Utenti, va oltre la questione ferroviaria e investe direttamente le prospettive di sviluppo delle aree interne. Una linea efficiente rappresenterebbe infatti uno strumento essenziale per sostenere l’economia locale, agevolare gli spostamenti quotidiani e contrastare lo spopolamento, offrendo a cittadini e imprese collegamenti più competitivi con Napoli e con il resto del Paese. Da qui l’appello alla Regione Campania, a EAV e alle istituzioni competenti affinché la riapertura della Benevento-Cancello non resti soltanto un obiettivo annunciato, ma si traduca in un servizio stabile, funzionale e realmente rispondente alle esigenze delle comunità interessate. «Salvare la ferrovia Benevento-Cancello-Napoli via Valle Caudina significa salvare le nostre aree interne dall’isolamento forzato e dallo spopolamento precoce», ribadiscono Giuseppe Iodice e Cosimo Nicchiniello, firmatari della nota. Il messaggio conclusivo è netto: la mobilità ferroviaria delle aree interne non può essere considerata una questione secondaria. «Restituire i binari ai cittadini non è una concessione benevola dell’amministrazione regionale, ma un atto dovuto di giustizia territoriale». L'articolo Ferrovia Valle Caudina, sei anni di stop e il futuro resta incerto: il Comitato utenti chiede il passaggio a RFI proviene da NTR24.TV - News su cronaca, politica, economia, sport, cultura nel Sannio.Testi ed immagini Copyright Ntr24.tv
