
Il carburante si chiama mare caldo
Quel carburante è il Mediterraneo. Ne abbiamo parlato tutta l’estate, nelle calde giornate, quando abbiamo evidenziato che quel troppo calore avrebbe generato energia. In autunno il mare conserva il calore accumulato d’estate, evapora in modo consistente e cede alla bassa atmosfera enormi quantità di vapore acqueo. Quest’anno le acque sono caldissime rispetto alla media, e il quadro generale si fa delicato appena una saccatura atlantica – un’ansa di aria fresca in quota – richiama correnti umide da sud verso le montagne. Questo nel caso di temporali che nascono dal mare. È quanto sta accadendo nel Sud della Francia, finito in allerta rossa con accumuli fino a 400 millimetri, come spiegato nell’analisi sulla dinamica delle alluvioni tra Francia e Liguria. Alcuni modelli matematici sono quasi impazziti nell’indicare le quantità di pioggia attese. È il segno di quanto questi fenomeni restino difficili da inquadrare nel dettaglio: celle piccole, rapide, concentrate su pochi chilometri quadrati.La Liguria, una vicina molto esposta
In Italia lo stesso schema lo conosciamo bene, basta spostarlo di qualche centinaio di chilometri, e la Liguria è tra le aree più vulnerabili d’Europa: montagne a ridosso del mare, bacini di torrenti e brevi fiumi ripidi, centri abitati cresciuti lungo i torrenti. Le alluvioni storiche di ottobre lo ricordano con una lunga sequenza di eventi, tra i peggiori del fine secolo scorso quella del 1970 a Genova, quando a Bolzaneto caddero 948 millimetri in un giorno, un record italiano mai più battuto. Va detto che spesso ciò che colpisce la Francia meridionale si ripresenta da noi poco dopo. Più che una coincidenza, è un avvertimento, e allora è necessario verificare le previsioni meteo, i modelli matematici.Per ora l’anticiclone fa da scudo alla Liguria
Al momento, però, sulla Liguria si vedono soprattutto nuvole. Una barriera anticiclonica frena l’avanzata delle perturbazioni da ovest, tanto che il maltempo tenta la spallata all’anticiclone senza sfondare, e sembra destinata a reggere ancora per qualche giorno. Finché resiste, non sono attese piogge della portata di quelle francesi, dopo un inizio di ottobre già segnato da un pattern spiccatamente anomalo e avaro di precipitazioni. Sui prossimi 15 giorni i modelli matematici non indicano eventi estremi per la regione. Solo il modello matematico americano GFS del NOAA intravede qualcosa di importante tra il Nord-Ovest della Toscana, cioè la Versilia con Viareggio, e la Liguria orientale. Sono territori fragili, già colpiti a settembre da violentissimi nubifragi, come ricordano le allerte meteo per le alluvioni lampo di inizio settembre. Si tratta però di una tendenza isolata e, soprattutto, non c’è nulla di paragonabile a quanto si sta osservando oltralpe. Credit- Météo-France – Qu’est-ce qu’un épisode méditerranéen?
- Météo-France – Pourquoi les épisodes méditerranéens sont difficiles à prévoir?
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