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Tecnologia

Il ritorno degli Hackintosh, nell'era dei chip ARM (e del vibe coding)

“Hackintosh” è un termine che non si sente esattamente tutti i giorni, di questi tempi. È quella pratica, molto popolare tra una fetta di appassionati e sviluppatori ai tempi dei Mac con processori Intel, di sostanzialmente eseguire macOS su hardware non originale Apple, per esempio un PC fisso desktop o un notebook di ASUS, Dell, Acer e così via. Già nelle ultime fasi dell’era Intel il movimento si era ridotto parecchio, ma con l’avvento della rivoluzione ARM di Apple Silicon si è praticamente estinto. Uno sviluppatore indipendente, però, è determinato a farlo tornare in auge. L’idea si concretizza in una sola parola: Snapintosh, ovvero eseguire macOS su una piattaforma hardware basata sui chip Qualcomm Snapdragon, nello specifico gli X2 Elite di ultima generazione, progettati proprio per essere montati a bordo dei laptop Windows (e in parte minore Linux). Lo sviluppatore ha già raggiunto un primo risultato concreto: il boot di macOS 27 su un ASUS Zenbook A16. Il progetto è ancora nelle fasi iniziali, ma il computer riesce già a visualizzare il desktop dell’OS e supporta l’accelerazione grafica della GPU, anche se la fluidità per ora lascia piuttosto a desiderare.

Alright folks https://t.co/mvzmFsblyv here it is, have fun. Expect for this to be very rough, you may have to point some agents at it. Working on de-slopifying the codebase and making it more adaptable. But hey Hackintosh Lives 🥳 https://t.co/TDD8IB40CY
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