Le piattaforme social hanno fatto abbastanza per proteggere i minori online? Sempre più indizi dicono di no. Una nuova conferma arriva anche da TikTok: le deposizioni di ex dipendenti, depositate in un tribunale federale degli Stati Uniti, mostrano che più persone all’interno dell’azienda hanno segnalato per anni i rischi per i minori, dallo sfruttamento sessuale nelle dirette ai contenuti su suicidio, trovando spesso poco ascolto ai piani alti.
Le testimonianze, depositate a marzo 2026 e finora inedite, fanno parte della causa collettiva avviata nel 2022 contro TikTok, Meta, Google e Snap, accusate di aver reso le loro piattaforme dannose per gli under 18 pur conoscendone i rischi. Raccontano di allarmi interni, di controlli sull’età aggirabili e di algoritmi che spingono i ragazzi verso contenuti pericolosi.
I MINORENNI E LE DIRETTE
Il capitolo più grave riguarda TikTok Live, le dirette in cui gli spettatori possono inviare regali virtuali che i creator convertono in denaro, con TikTok che trattiene una quota. Un’indagine interna citata nelle testimonianze aveva trovato bambini e ragazzi tra i 13 e i 15 anni in 112.000 dirette nel solo gennaio 2022. Il rapporto indicava rischi come l’adescamento da parte di adulti e la creazione di materiale pedopornografico e segnalava che TikTok incassava ricavi significativi dai regali ricevuti da dirette che violavano le regole della piattaforma.Lo Smartphone piccolo che va bene a tutti? Motorola Edge 50 Neo, compralo al miglior prezzo da Amazon Marketplace a 281 euro.
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