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Tecnologia

Apple blocca un sistema di tracciamento invisibile della pubblicità online

Apple ha deciso di chiudere un’altra delle strade utilizzate dall’industria pubblicitaria per seguire gli utenti sul web. Dopo aver progressivamente limitato i cookie di terze parti e il fingerprinting, con le nuove versioni di Safari e WebKit l’azienda sta bloccando direttamente alcune infrastrutture impiegate per la cosiddetta “identity resolution”, una delle tecniche diventate più importanti nell’era “post-cookie”. Il concetto è abbastanza semplice: quando inseriamo un indirizzo email per accedere a un sito o iscriverci a una newsletter, alcune società terze possono ricevere quell’informazione e associarla a un identificatore persistente. Quell’ID poi può essere utilizzato per riconoscere la stessa persona su siti e dispositivi differenti, costruire un profilo delle sue attività e rendere più precisa la pubblicità. Secondo Apple, il problema è che l’utente che lascia la propria email per un determinato scopo difficilmente si aspetta che venga utilizzata anche per un tracciamento invisibile e potenzialmente di lunga durata. Apple spiega che l’identificatore può restare associato all’email anche dopo il logout o la cancellazione da una newsletter, con indirizzi email e numeri di telefono che sono particolarmente efficaci nel collegare la stessa persona tra dispositivi diversi, perché tendono a rimanere invariati per anni.Con iOS 27, iPadOS 27, macOS 27 e visionOS 27, WebKit blocca quindi a livello di dominio le connessioni verso infrastrutture che Apple identifica come dedicate alla identity resolution. La richiesta di rete verso quei servizi viene fermata, una scelta che rende più complicato aggirare la protezione limitandosi a modificare la struttura delle richieste. La misura riguarda Safari e più in generale WebKit, quindi anche gli altri browser che vi si basano. Business Insider riferisce che tra le società coinvolte figurano nomi importanti del settore adtech come The Trade Desk, LiveRamp, ID5, Permutive e Audigent.


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