Apple risponde alle critiche su AI ed iPhone Duo: “Non dobbiamo essere i primi”, e Ternus boccia i vecchi pieghevoli
Apple è arrivata tardi fra i pieghevoli e viene spesso accusata di essere rimasta indietro anche nell’intelligenza artificiale. Per i suoi dirigenti, però, non è un problema: in una lunga intervista a TIME, che ha inserito iPhone Duo fra le migliori invenzioni del 2026 e ha messo John Ternus in copertina, il CEO ed il capo del marketing Greg Joswiak hanno spiegato perché ad Apple non interessa arrivare per prima.
John Ternus: “I primi pieghevoli sembravano economici e scadenti”
Ternus non ha usato giri di parole per descrivere i primi pieghevoli arrivati sul mercato negli anni 2010: Gli altri esempi in circolazione sembravano un po’ economici e scadenti. Una frase che pesa, se si pensa che Samsung ha lanciato il primo Galaxy Fold nel 2019 ed Apple ha aspettato fino al 2026. L’idea, però, in Apple c’era da molto tempo. Già nel 2011, quando molti usavano ancora i telefoni a conchiglia, Ternus ed altri cinque ingegneri avevano depositato una domanda di brevetto per dispositivi elettronici pieghevoli, studiando che tipo di batterie e schede servissero per un’idea del genere. Ternus ricorda: Era chiaro che prima o poi saremmo arrivati ad un punto in cui i display OLED sarebbero diventati flessibili.
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0 CommentiLa nanotexture nata da un “no”
L’aneddoto più interessante lo racconta Richard Dinh, vicepresidente del design di prodotto. Durante lo sviluppo, il suo team stava valutando per la superficie dello schermo interno un materiale simile a quelli dei concorrenti: secondo lui aveva dei difetti, ma poteva essere sufficiente. Quando ha chiesto a Ternus se procedere, la risposta è stata: Guarda, Rich, capirai da solo quando sarà la cosa giusta. Secondo Dinh, quella risposta ha dato al team “la fiducia per spingere davvero i limiti dell’innovazione e della produzione”, girando il mondo per mettere in contatto i fornitori fra loro. Il risultato è lo strato in nanotexture che oggi copre lo schermo pieghevole di iPhone Duo, e che rende la piega appena visibile. TIME racconta anche che Ternus dedica gran parte dei suoi primi mesi da CEO al design, passando più giorni a settimana nello studio con i team del design industriale e dell’interfaccia.
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1 CommentoGreg Joswiak: l’AI di Apple non è per la “frangia di fanatici”
Lo stesso ragionamento vale per l’intelligenza artificiale. TIME scrive che Apple è ancora lontana dalla frontiera dei modelli più avanzati, ma i suoi dirigenti dicono di non essere preoccupati: stanno costruendo un’AI più modesta, personale e rispettosa della privacy, pensata per aiutare le persone comuni e non per stupire quella che Joswiak chiama la “lunatic fringe” della Silicon Valley, cioè gli appassionati più estremi che inseguono la superintelligenza. Gli vogliamo bene, e possono usarla anche loro, ma non sono il nostro obiettivo. Si tratta di renderla migliore per le persone di tutti i giorni. Joswiak ha risposto anche sui progetti hardware di OpenAI: Non ci sentiamo minacciati. Il fatto di poter fare l’integrazione che facciamo noi significa che possiamo creare un’esperienza migliore di chiunque altro.Siri AI e Gemini: “Non dobbiamo fare tutto noi”
Ternus ha parlato anche del fatto che Apple Intelligence si appoggi alla tecnologia di Gemini, con una frase che riassume bene la strategia: Non abbiamo davvero l’obiettivo di fare ogni singola cosa di un prodotto. Facciamo le cose in cui possiamo davvero fare la differenza. Il vantaggio, secondo lui, sta nei dati personali che ognuno ha già sul telefono: Tutto quello che c’è nella tua vita è sul tuo telefono. Con Siri AI puoi sfruttare tutte quelle informazioni per fare cose, imparare cose e capire cose in un modo che nessun altro può offrire. Ternus ha infine ammesso di aver dormito poco prima dell’evento di settembre: era “in un momento di adrenalina, caffeina ed entusiasmo per quel giorno”.
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