Quello delle microplastiche è un tema particolarmente sensibile, poiché riguarda non solo l'ambiente ma anche la salute di ciascuno di noi. La scoperta fatta dai ricercatori della Columbia University e di Berkeley peggiora ulteriormente un quadro già di per sé preoccupante: diversamente da quanto creduto finora, la plastica che entra in contatto con l'acqua diventa chimicamente attiva.
Sino ad oggi si pensava alle microplastiche come frammenti passivi di materiale inerte, motivo per cui il suo impiego per confezionare bevande e alimenti è così diffuso. Tuttavia, la frammentazione della plastica in micro e nanoparticelle ne aumenta la superficie in modo considerevole rispetto al suo volume, alterando il liquido a contatto attraverso la generazione di radicali reattivi ad alta energia. L'interazione con l'acqua - si pensi al classico caso delle bottiglie che si comprano al supermercato - fa sì che le microplastiche generino le Specie Reattive dell'Ossigeno (ROS): "un esempio classico del tipo di molecole che possono danneggiare i tessuti animali e umani", spiega la ricercatrice Naixin Qian.
DA SPETTATORE A PARTE ATTIVA
Sarebbe dunque questa una delle principali cause dei danni biologici osservati sugli esseri viventi a seguito dell'esposizione alle microplastiche: si pensi al sangue umano, composto prevalentemente da acqua: le microplastiche che entrano in circolo nel nostro corpo potrebbero così restare chimicamente attive per lungo tempo, con conseguenze sulla salute. In letteratura si trovano diversi studi che confermano la correlazione tra le micro e nanoplastiche e infarto, ictus, demenza e tumore al cervello: il fatto che siano chimicamente attive a contatto con i liquidi spiega finalmente il meccanismo di come questo avvenga.Piccolo prezzo per un ottimo smartphone? Honor 400 Lite, compralo al miglior prezzo da Aliexpress.com a 215 euro.
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