La notizia lascia poco spazio all'interpretazione, infatti, a quarant'anni dal disastro nucleare di Chernobyl, avvenuto il 26 aprile 1986, una parte del materiale radioattivo disperso nell'ambiente sembra essersi conservata sorprendentemente bene. In ogni caso, ciò che potrebbe sembrare preoccupante di primo acchito, in realtà nasconde una notizia potenzialmente positiva per il futuro della zona contaminata.
Ricordiamo che durante l'incidente, l'esplosione del reattore disperse nell'atmosfera minuscoli frammenti di combustibile nucleare, conosciuti come particelle calde. Alcuni misurano appena 8-50 micrometri, dimensioni paragonabili a quelle di un capello umano, e contengono materiali radioattivi che possono rimanere pericolosi per tempi molto lunghi. Il problema è capire cosa succeda a questi frammenti quando rimangono per decenni nel terreno, esposti all'acqua, all'ossigeno e agli agenti atmosferici.
Se si degradano, infatti, possono favorire il rilascio di sostanze radioattive nell'ambiente. Per approfondire la questione, un gruppo di ricercatori tedeschi ha analizzato sei particelle raccolte a Pripyat e Kopachi, due località situate a pochi chilometri dalla centrale.
Il TOP Android senza compromessi? Samsung Galaxy S25 Ultra, compralo al miglior prezzo da Mondoaffari.it a 714 euro.
CLICCA QUI PER CONTINUARE A LEGGERE
Testi ed immagini Copyright Hdblog.it
