Continua quel clima che mescola da un lato allarmismo, e dall'altro la voglia di ridimensionare l'impatto dell'AI sulla nostra vita. Tutto è legato al fatto che più diventano intelligenti e autonome, più le intelligenze artificiali sono in grado di prendere decisioni discutibili, ma nulla che non sia stato previsto alla fine. non c'è nessuna autocoscienza in vista, ma solo software capaci di eseguire operazioni, accedere a informazioni sensibili e interagire con altri servizi senza una supervisione umana continua.
E questo è in ogni caso un problema, che non ha una risposta univoca al momento. si sono pronunciati in molti sulla questione, e di recente anche Satya Nadella, amministratore delegato di Microsoft, in un lungo messaggio pubblicato su X.
Il dirigente ha proposto un approccio decisamente prudente alla sicurezza dell'intelligenza artificiale. Secondo lui dovremmo partire dal presupposto che ogni modello AI sia potenzialmente compromesso e progettare fin dall'inizio sistemi capaci di contenerne i comportamenti.
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