È stato lo sguardo dei bambini, con la sua capacità di raccontare la paura, la perdita e la speranza senza filtri, il filo conduttore della seconda giornata della XVIII edizione del Benevento Social Film Festival ArTelesia. Palestina e Ucraina sono arrivate sul grande schermo attraverso due opere profondamente diverse per storia e linguaggio, ma accomunate dalla scelta di mettere al centro chi, più di ogni altro, subisce le conseguenze della guerra: i bambini.
In mattinata, il cortometraggio “In Gaza Pietas” di Diego Monfredini ha portato il pubblico dentro la realtà vissuta dai bambini palestinesi, restituendo immagini e testimonianze capaci di andare oltre la cronaca quotidiana. Un racconto che ha sollecitato la riflessione degli studenti presenti in sala e aperto un confronto sul significato della guerra quando a subirne le conseguenze sono soprattutto i più piccoli.
Nel pomeriggio è stata invece la volta dell’anteprima mondiale di “A Million Yard Stare”, del regista Ravi Gautam, dedicato alle conseguenze della guerra in Ucraina. Anche in questo caso il punto di osservazione scelto è quello dei bambini, attraverso il quale il conflitto assume una dimensione ancora più drammatica e universale.
Due guerre, due scenari differenti, ma una medesima condizione: quella di un’infanzia costretta a confrontarsi troppo presto con paura, violenza, separazioni e perdita. È proprio questa prospettiva ad aver colpito maggiormente il pubblico del Festival.
Le proiezioni hanno coinvolto profondamente i giovani spettatori presenti in sala, che hanno reagito con lunghi applausi e con un corale invito ad abbassare le armi. Una risposta spontanea che ha trasformato la visione cinematografica in un momento di partecipazione e riflessione collettiva.
«Negli occhi dei bambini la guerra perde ogni alibi – dichiara Antonio Di Fede, direttore artistico del Benevento Social Film Festival ArTelesia –. Quando raccontiamo un conflitto attraverso lo sguardo di un bambino diventa impossibile ridurlo soltanto a numeri, strategie militari o posizioni politiche. Restano le persone, restano le vite interrotte, restano le paure e le ferite. E soprattutto resta una domanda che riguarda tutti noi adulti: quale futuro stiamo costruendo per questi bambini?».
«Le opere presentate oggi – prosegue Di Fede – ci ricordano che nessun bambino dovrebbe conoscere la guerra. Il cinema ha il compito di raccontare anche ciò che rischiamo di non vedere più, perché l’abitudine alle immagini della violenza può trasformarsi in assuefazione e indifferenza. Portare questi film davanti a un pubblico giovane significa invece provare a mantenere viva la capacità di indignarsi, di interrogarsi e di chiedere la pace».
La giornata ha confermato così uno degli obiettivi centrali del Benevento Social Film Festival ArTelesia: utilizzare il cinema non soltanto come strumento di intrattenimento, ma come occasione di confronto sui temi che attraversano la società contemporanea e come spazio nel quale le nuove generazioni possano sviluppare uno sguardo consapevole sul mondo.
Dal dramma di Gaza alle conseguenze della guerra in Ucraina, il Festival ha scelto ancora una volta di mettere al centro le persone e, soprattutto, i bambini. Perché raccontare la guerra attraverso i loro occhi significa restituire un volto umano a ciò che troppo spesso rischia di diventare soltanto una notizia e ricordare agli adulti la responsabilità di costruire un futuro nel quale quelle immagini non siano più necessarie.
L'articolo Palestina e Ucraina raccontate attraverso lo sguardo dei più piccoli nella II giornata del Benevento Social Film Festival proviene da NTR24.TV - News su cronaca, politica, economia, sport, cultura nel Sannio.
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