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Tecnologia

L'Italia punta sui data center, ma monta la protesta: cosa succede a Milano e Roma

L’Italia vuole diventare uno degli hub digitali del Mediterraneo, ma la corsa ai data center sta iniziando a mostrare anche l’altro lato, quello più conflittuale. Questa settimana le due anime del dibattito si incontrano quasi simbolicamente a distanza di appena due giorni: oggi a Roma operatori e istituzioni discutono dello sviluppo del settore, mentre il 10 ottobre a Milano una rete di comitati manifesterà chiedendo invece una moratoria sui nuovi impianti. Il primo appuntamento è il Data Center Symposium 2026 organizzato da IDA, Italian Datacenter Association. L’evento riunisce a Roma aziende, istituzioni, mondo dell’energia e amministrazioni locali per discutere di regolamentazione, investimenti, energia e rapporti con i territori. Tra gli interventi istituzionali annunciati ci sono quelli dei ministri Gilberto Pichetto Fratin e Adolfo Urso. La posizione del Governo sul settore è ormai abbastanza chiara. La strategia pubblicata dal MIMIT punta ad attirare investimenti esteri e a rafforzare il ruolo dell’Italia come hub europeo e mediterraneo per le infrastrutture digitali. Per chi è a favore di questa espansione i data center significano capitali, infrastrutture necessarie a cloud e intelligenza artificiale e nuovi posti di lavoro. IDA stima decine di migliaia di occupati diretti e indiretti legati alla crescita del comparto, mentre i singoli progetti possono effettivamente generare numeri elevati durante la fase di costruzione. Il progetto K2 nell’area a sud di Milano per esempio secondo il MIMIT potrebbe arrivare a coinvolgere fino a 8mila occupati nella realizzazione, per poi scendere a circa 200 addetti diretti una volta a regime. Ed è su questa differenza che si concentra una parte delle critiche. I comitati contestano l’idea che i posti di lavoro creati nella fase di cantiere possano essere automaticamente equiparati a quelli permanenti e chiedono che, quando il tema sono i benefici occupazionali, venga distinto con maggiore chiarezza tra costruzione e gestione degli impianti.


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