Anche un MacBook con qualche anno alle spalle può trovare una seconda vita all'interno della rete domestica, trasformandosi in un piccolo server per archiviare file, effettuare backup o riprodurre contenuti multimediali. L’operazione richiede pochi passaggi e può essere effettuata sfruttando macOS, con un investimento minimo o pari a zero.
MACOS È LA SOLUZIONE PIÙ SEMPLICE
Il primo passo da compiere per poter sfruttare il proprio MacBook come NAS (Network Attached Storage) o hub domestico è quello di formattare l’unità per riportarlo alle impostazioni di fabbrica. Il consiglio è chiaramente quello di utilizzare l’ultima versione del sistema operativo disponibile per il modello in proprio possesso. Grazie alle funzioni integrate di macOS, non è indispensabile installare un sistema operativo alternativo. La strada più immediata consiste, infatti, nell'attivare l’opzione di condivisione file, raggiungibile nelle impostazioni di sistema. Qui è possibile scegliere quali cartelle rendere disponibili sulla rete e stabilire quali utenti possono accedervi, oltre a fornire l’indirizzo IP.Il miglior smartphone pieghevole del momento? Samsung Galaxy Z Flip 7, compralo al miglior prezzo da Mondoaffari.it a 539 euro.
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