Programmare un'applicazione senza essere necessariamente seduti davanti a un tradizionale PC potrebbe diventare uno degli elementi più interessanti dei nuovi Googlebook, e non a caso si è puntato sull'immagine dell'attore Henry Cavill, per veicolare l'attenzione su questa caratteristica.
Si vuole così trasformare questi dispositivi in vere macchine di sviluppo, sfruttando Linux e soprattutto gli agenti AI, ed è questa la direzione in cui si muove Google Antigravity, comparso sul Play Store in vista del lancio dei Googlebook.
Antigravity è la piattaforma di sviluppo “agent-first” di Google, arrivata alla versione 2.0 durante I/O 2026 e pensata per coordinare agenti AI capaci di lavorare autonomamente in background. In pratica, invece di limitarsi a suggerire qualche riga di codice, gli agenti possono ricevere compiti più complessi, portarli avanti e lasciare allo sviluppatore il ruolo di supervisore.
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