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Cani a catena, senza microchip e nel fango: segnalazioni in Procura. Nasce la vigilanza zoofila di Stop Animal Crimes

Nasce nel Beneventano il servizio di vigilanza zoofila di Stop Animal Crimes Italia – ente nazionale di denuncia fondato da Antonio Colonna autore dell’inchiesta Green Hill e altre decine contro le zoomafie – e già al primo giorno di perlustrazione che si è concentrato nella periferia e che in poco più di 4 ore ha registrato 20 controlli, gli investigatori zoofili hanno accertato che in 15 casi i cani erano legati a catena e senza microchip.

Un caso, in particolare, ha portato alla segnalazione di un uomo che in una azienda agricola deteneva 6 cani a catena, senza cuccia e alimentati in modo non idoneo e 4 su 6 senza il microchip; i cani erano detenuti come oggetti, a guardia del pollame e degli animali allevati, in violazione dei requisiti giuridici a tutela degli animali con riferimento sia alla legge regionale 3/2019 che di ogni norma generale e locale. Cibo gettato a terra ricoperto di mosche e un pavone chiuso in una gabbia in cui non poteva muoversi. Una situazione, quella accertata dalle guardie zoofile di Stop Animal Crimes Italia, che mette in evidenza come anche nella provincia di Benevento i controlli sul rispetto delle norme a tutela dei diritti degli animali da compagnia siano insufficienti; non è normale trovare in un’azienda agricola che detiene bovini, dove i controlli delle ASL veterinarie sono (o dovrebbero essere, trovare tanti cani detenuti legati a catena (vietata in Campania dal 2019, prima ancora della legge quadro n. 82 promulgata lo scorso anno) e senza microchip, i requisiti di base di una corretta detenzione. Le guardie zoofile continueranno a vigilare sul territorio, nell’auspicio di una maggiore presenza delle Istituzioni e pronti a denunciare ogni illecito in danno degli animali e instaurare proficue collaborazioni con le Forze dell’Ordine in attività di sensibilizzazione e repressione. L’appello è ancora una volta rivolto alle Polizie Locali e alle ASL veterinarie – enti deputati – ma a tutte le Forze dell’Ordine a fare di più, ad applicare le leggi, anche in tema di animali; l’elevata incidenza sul territorio di cani detenuti a catena o in box o locali fatiscenti, isolati nelle masserie, alimentati alla meglio, considerati oggetti a guardia di galline e altri animali da cortile, ci desta molta preoccupazione circa la possibilità di garantire agli animali il rispetto delle loro necessità e etologia. Ricordiamo che le leggi affidano il dovere di vigilare la tutela animale a tutte le Forze dell’Ordine, non solo alle ASL veterinarie, in particolare alle Polizie Locali e ai Carabinieri Forestali (DM 23 marzo 2007) assenti dal territorio e lontani dalla vigilanza poichè impegnate a vidimare registri e prescrivere farmaci zootecnici. L'articolo Cani a catena, senza microchip e nel fango: segnalazioni in Procura. Nasce la vigilanza zoofila di Stop Animal Crimes proviene da NTR24.TV - News su cronaca, politica, economia, sport, cultura nel Sannio.
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