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Tecnologia

OpenAI rimanda l'IPO: Altman vuole prima risolvere i problemi di sicurezza

Sam Altman dice "alt". In ccassione del DevDay di ieri, il CEO di OpenAI ha infatti ribadito quanto comunicato già due settimane fa, e cioè il momentaneo rinvio del debutto in Borsa: che non è stato accantonato del tutto, ma sicuramente non avverrà entro il 2026. La ragione è da qualche tempo sulla bocca di tutti, ovvero la necessità di offrire maggiori garanzie rispetto alla sicurezza dell'intelligenza artificiale, e in particolare di quella agentica evoluta. Un tema diventato di urgente attualità a luglio, col caso Hugging Face, e che continua ad arricchirsi di episodi preoccupanti: vedi il tentativo degli agenti AI di OpenAI di forzare l'accesso al sito dell'ONU, e il rinvio di GPT-6.1 Astra per problemi di disallineamento.

PRIMA LA SICUREZZA, POI LA QUOTAZIONE

Altman ha comunque lasciato intendere che l'IPO resta nei piani di OpenAI, e precisamente in quelli a breve termine, anche se non a brevissimo: per il CEO sarebbe deleterio aspettare troppo prima di diventare una società quotata, ma al contempo ritiene troppo rischiare l'idea di accelerare il processo mentre le capacità dell'IA stanno evolvendo così rapidamente, richiedendo l'introduzione di misure di sicurezza inedite.
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