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Tecnologia

Metallo liquido nei circuiti flessibili: così diventano autoriparanti

Un circuito tradizionale può smettere di funzionare per una sola pista interrotta, solo che di questi tempi metterci le mani e ripararli non è una skill che tutti hanno. C'è da dire che questo problema si verifica soprattutto nei dispositivi che si piegano o si deformano, questo perché ciò che va bene su una scheda rigida resiste meno facilmente dentro un guanto elettronico o un sensore indossabile. Eppure c'è una soluzione basata su un materiale studiato alla Virginia Tech, che affronta il problema in modo curioso, quasi alla "Terminator 2". Al posto di una pista metallica continua usa minuscole gocce di una lega liquida di gallio e indio, disperse in un polimero elastico chiamato PDMS, ma in parole più semplici, metallo liquido. La dimostrazione è stata condivisa sul canale YouTube 3D Printing Nerd, ma scopriamo come funziona. Il risultato può essere modellato o stampato in 3D per ottenere componenti morbidi e flessibili. Ma come fa a condurre corrente se le gocce sono separate? All’inizio il materiale può comportarsi da isolante, ma basta una pressione applicata nei punti desiderati per rompere le barriere tra le gocce e crea un percorso elettrico.


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