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Tecnologia

Scoperta a Londra la fabbrica dei vinili pirata, uomo di 40 anni finisce in carcere

Si è riaccesa la passione per la musica su supporto fisico, come dimostrano le vendite dei CD e quelle dei vinili. E dove c'è mercato, si sa, spuntano quasi inevitabilmente anche i furbetti. Arriva dal Regno Unito una storia difficile da credere, se non fosse riportata da fonti ufficiali: è quella di Rehan Ahmed, 40enne di Cranleigh Gardens nel Southall, quartiere nella parte occidentale di Londra, finito in manette con l'accusa di aver gestito una vera e propria fabbrica illegale di 33 e 45 giri, nota come Phoenix of Vinyl.

LA FABBRICA DEI VINILI PIRATA, IN MANETTE UN 40ENNE

Guadagni illeciti per 2,7 milioni di sterline (circa 3,5 milioni di euro). È questo il giro d'affari dell'attività che ha messo in piedi, recuperando una pressa di quasi 70 anni fa e realizzando circa 2.800 matrici, a ognuna delle quali corrisponde un diverso disco da stampare. Dar vita a un vinile richiede un processo meccanico, in cui lavorare il materiale imprimendo fisicamente i solchi sulla superficie non è come masterizzare un CD. Il raid condotto dalle forze dell'ordine ha permesso di scovare un impianto da cui uscivano album di 108 tra band e artisti come Beatles, Taylor Swift, Ed Sheeran, Coldplay, Kendrick Lamar, Adele, Ariana Grande, Bad Bunny, Drake, Beyonce e Rihanna, solo per fare alcuni esempi. La prima ad accorgersene è stata la British Phonographic Industry, già nel 2024, acquistando un vinile per verificare che si trattasse effettivamente di un prodotto contraffatto. Da lì il via alle indagini, fino a risalire ad Ahmed e alla sua linea di produzione in cui nulla era lasciato al caso, inclusi l'applicazione delle etichette e l'assemblaggio del packaging. L'uomo dovrà ora scontare tre anni e sei mesi di reclusione. Queste le parole di Peter Ratcliffe, direttore del programma di protezione dei contenuti presso BPI.
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