In occasione della truffa all’(ex) amministratore delegato di Fideuram Paolo Molesini, di cui vi abbiamo parlato appena qualche ora fa, Facile.it ha condiviso una ricerca commissionata a mUp Research che evidenzia quanto sia diffusa in Italia questa tipologia di crimine che prende di mira i conti correnti. Solo nell’ultimo anno, dicono i dati, le vittime (contando anche i tentativi che non sono andati in porto) sono state oltre 1,8 milioni, per un danno economico complessivo stimato in oltre 1,1 miliardi di euro.
Il canale più sfruttato dai truffatori è sempre la “cara vecchia” falsa email, che rappresenta il vettore di attacco in oltre un terzo (il 36%, per essere precisi) dei casi. Seguono gli SMS, con il 34,4%, mentre in terza posizione con il 28,8% troviamo le telefonate. Chiudono la top 5 i falsi siti web con il 16% e, collettivamente, le altre piattaforme di messaggistica istantanea, come WhatsApp e Telegram, con l’11,2% delle situazioni. I lettori più attenti si saranno resi rapidamente conto che la somma di queste cinque voci fa più di 100%; è l’indicatore di un trend sempre più diffuso e pericoloso, ovvero quello di attaccare le vittime tramite più di un canale. Sempre più spesso, inoltre, i criminali sfruttano l’AI per rendere le comunicazioni più credibili, anche attraverso la clonazione della voce.A differenza di quanto si potrebbe pensare, gli anziani non sono le vittime più comuni: il triste primato spetta alla fascia tra i 35 e i 44 anni, con un'incidenza del 6,2% a fronte di una media nazionale del 4,3%. In seconda posizione troviamo la fascia ancora più giovane, tra i 25 e i 34, con il 5,1%. È interessante osservare che quasi una vittima su 3 (32,8%) non sporge denuncia, nella maggior parte dei casi (46,3%) perché il danno economico è stato basso; ma c’è anche una porzione non trascurabile di persone (14,6%) che tace per vergogna.
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