Dall’alto del belvedere di Botassart il fiume Semois disegna una lunga curva intorno a una collina ricoperta di boschi, stringendola quasi completamente tra le proprie acque. Mentre la vegetazione segue il profilo del rilievo, a emergere è una sagoma allungata, regolare, tanto particolare da aver suggerito nei secoli un nome destinato a diventare celebre: Tombeau du Géant, la Tomba del Gigante. Siamo nell’Ardenne belga, in una regione caratterizzata da vallate profonde, rilievi boscosi e corsi d’acqua che hanno modellato il paesaggio. La Semois attraversa questo territorio con un percorso sinuoso e, presso Botassart, forma uno dei suoi meandri più spettacolari. Vi basti pesare che la collina centrale raggiunge circa 250 metri di altitudine e appare quasi isolata rispetto ai versanti circostanti.
Breve storia e leggende del Tombeau du Géant
Il nome di questo straordinario sito del Belgio appartiene soprattutto alla tradizione popolare. La storia più famosa parla di un gigantesco guerriero trèvero, appartenente cioè al popolo dei Treveri, una popolazione celtica stanziata in un’ampia area dell’Europa nordoccidentale durante l’epoca romana. La leggenda viene collegata alla Guerra delle Gallie e alla battaglia della Sabis, episodio raccontato da Giulio Cesare nel De bello Gallico. La tradizione locale ha associato questo scontro alla Sambre, anche se le fonti precisano che tale identificazione è probabilmente errata. Visualizza questo post su Instagram Secondo il racconto, dopo la sconfitta contro i Romani il gigante avrebbe preferito la morte alla prigionia. Dal vicino Rocher des Gattes si sarebbe quindi gettato nel vuoto, scegliendo una fine volontaria piuttosto che essere condotto dai vincitori verso una sorte nelle arene del mondo romano. Il corpo sarebbe stato trovato da un anziano, che avrebbe chiesto l’aiuto di alcuni giovani per seppellirlo sulla collina. Da quel momento il rilievo avrebbe assunto il nome di Tombeau du Géant. Un’altra versione della leggenda attribuisce invece la morte del guerriero all’azione di un centurione dell’esercito di Labieno. Il racconto conserva quindi diverse varianti, mentre resta identico il nucleo della storia: un guerriero di dimensioni straordinarie, la fuga dai Romani, il salto dal Rocher des Gattes e la sepoltura sulla collina. La realtà geografica racconta, come è possibile immaginare, una storia un po’ diversa ma non per questo meno affascinante. Sotto la vegetazione non si trova la tomba di un gigante. Il nome, infatti, nasce dalla sagoma della collina, circondata dal meandro della Semois e simile, osservata dall’alto, al corpo di un uomo disteso. Visualizza questo post su Instagram Le origini di questa conformazione risalgono a periodi lontani, quando le forze tettoniche e l’erosione fluviale hanno iniziato a modellare le rocce scistose tipiche del massiccio ardennese. È proprio questo incontro fra una forma naturale e la memoria popolare ad aver reso il posto così riconoscibile. Un episodio della conquista romana diventa materia narrativa e il profilo del paesaggio fornisce alla leggenda il suo scenario perfetto.Visitare il Tombeau du Géant tra belvedere, boschi e Semois
La visita può iniziare dal Belvedere di Botassart, punto privilegiato per osservare il famoso meandro. Il panorama è immediato e spettacolare, soprattutto nelle stagioni in cui il bosco cambia colore. La primavera porta tonalità verdi più luminose, mentre l’autunno trasforma la valle in una distesa di colori caldi attorno alla Semois.
Getty ImagesDove si trova e come arrivare
Il Tombeau du Géant si trova presso Botassart, frazione collegata al territorio di Bouillon, nella provincia belga del Lussemburgo, nel cuore delle Ardenne. Il punto panoramico si affaccia direttamente sul grande meandro della Semois e rappresenta lo spot di osservazione più noto per riconoscere la forma della collina. Chi arriva in automobile può impostare il navigatore sull’indirizzo Rue de Châteaumont 53, 6833 Bouillon, indicato per il parcheggio gratuito del Tombeau du Géant. Da lì il belvedere si raggiunge in breve tempo. La zona è collegata anche a itinerari escursionistici, ciclabili ed equestri. Per chi soggiorna a Bouillon e preferisce utilizzare i trasporti pubblici, una delle possibilità prevede il treno fino a Libramont e successivamente il bus 8 verso Bouillon, con un tragitto di circa 45 minuti. Da Bouillon si prosegue lungo il percorso fino a Botassart. Visualizza questo post su Instagram Il punto panoramico richiede poco tempo per essere raggiunto, mentre la valle invita a fermarsi molto più a lungo. Davanti agli occhi resta quella curva quasi perfetta della Semois, la collina verde al centro e una leggenda che continua a dare un volto umano a una forma del paesaggio.Testi ed immagini Copyright Siviaggia.it
