Nuovo anno scolastico, nuova polemica. E questa volta al centro della discussione è finito il cambiamento climatico o, meglio, il negazionismo sul cambiamento climatico. La vicenda che ha interessato un istituto superiore di Belluno ha destato stupore, suscitando l'ira della comunità scientifica italiana sino a scuotere l'opinione pubblica attraverso i quotidiani nazionali.
Tutto è nato da un opuscolo finanziato dalla Regione Veneto e consegnato agli studenti delle classi quarte e quinte: le tesi negazioniste ivi contenute "contraddicono apertamente lo stato delle conoscenze scientifiche del clima", scrive il prof. Carlo Barbante dell'Università Ca' Foscari di Venezia in una lettera aperta indirizzata al sindaco di Belluno. Il docente, tra i climatologi più autorevoli del nostro Paese, ha chiesto di interrompere la distribuzione del documento nelle scuole, così come agli ordini professionali e agli enti del territorio, trovando sostegno da altri colleghi del mondo accademico e dal CNR.
IL CAPITOLO CONTESTATO
Alle pagine 42-44 del testo, il presidente regionale dell'Ordine dei Geologi del Veneto Giorgio Giacchetti attribuisce la responsabilità del riscaldamento globale in atto ai cicli climatici naturali, ritenendo del tutto marginale il contributo delle attività antropiche. L'autore arriva persino a mettere in discussione l'affidabilità dei modelli climatici e l'impatto della CO2 sull'ecosistema, tesi tuttavia ampiamente smentite dalla comunità scientifica internazionale.Lo Smartphone piccolo che va bene a tutti? Motorola Edge 50 Neo, compralo al miglior prezzo da Mediaworld a 319 euro.
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