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Tecnologia

Caso Revolut, ora l'hacker minaccia gli utenti: almeno 15 italiani nel database

La vicenda legata alla presunta violazione dei dati di alcuni clienti Revolut entra in una nuova fase. Dopo la richiesta di riscatto rivolta alla banca digitale, della quale abbiamo scritto nei giorni scorsi, l'attaccante avrebbe iniziato a rivolgersi direttamente ai titolari degli account coinvolti.

A riportare gli ultimi sviluppi è il Corriere della Sera, che ha avuto un nuovo contatto con l'autore dell'attacco. L'hacker sostiene che i dati di oltre 680 persone sarebbero ora disponibili per la vendita e che i proprietari degli account potrebbero chiedere di essere esclusi dalla futura distribuzione pagando una somma. Una promessa che, naturalmente, non offre alcuna garanzia: anche dopo un eventuale pagamento non ci sarebbe modo di verificare che le informazioni siano state realmente cancellate o che non esistano altre copie.Sul sito utilizzato dall'attaccante nel Dark Web sarebbero state pubblicate anche alcune prove del materiale in possesso del gruppo. Tra i file comparirebbero documenti utilizzati per le procedure KYC, fotografie, dati personali e cronologie delle operazioni effettuate sui conti. In almeno un caso sarebbe presente un documento di 719 pagine contenente tutte le transazioni effettuate dall'apertura dell'account, mentre altro materiale mostrerebbe insieme il volto del cliente e il relativo documento di identità.

Cambia anche il quadro relativo agli utenti italiani. Nei giorni scorsi erano stati indicati otto cittadini italiani tra le persone coinvolte, dato citato anche dalla sottosegretaria al Ministero dell'Interno Wanda Ferro. L'attaccante ha ora dichiarato al Corriere che gli italiani presenti nel database sarebbero almeno 15, ai quali andrebbero aggiunte alcune persone residenti all'estero ma in possesso di documenti italiani. Si tratta, anche in questo caso, di informazioni fornite direttamente dall'hacker e che al momento non risultano confermate in modo indipendente.

📣 Via @ransomnews | https://t.co/02pQYD9Nfh
ImNotAVillain (il gruppo responsabile del databreach @revolut) conferma sul suo DLS di essere in possesso di 150 GB di dati (oltre 85mila files) esfiltrati a organizzazioni italiane. pic.twitter.com/L8YHOeA6i7
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