L’Isola dei Ricordi, la clip esclusiva del nuovo film DreamWorks
Ci sono amicizie che resistono alla distanza, agli amori sbagliati e persino ai messaggi visualizzati senza risposta. Quella di Jo e Raissa deve vedersela con qualcosa di assai peggiore: l’oblio. È da questa idea semplice e vertiginosa che prende il via L’Isola dei Ricordi (Forgotten Island), il nuovo film originale di DreamWorks Animation, al cinema da giovedì 24 settembre, distribuito da Universal Pictures International Italy. Sky TG24 presenta una clip esclusiva del film, scritto e diretto da Joel Crawford e Januel P. Mercado, il duo creativo già dietro Il gatto con gli stivali 2 - L’ultimo desiderio. Nella versione italiana figurano le voci di Giulia Vecchio e Alessandro Tiberi. Il film ha una durata di 1 ora e 33 minuti.Due amiche contro l’oblio
Jo e Raissa sono amiche fin dai tempi delle elementari. Ora il diploma è arrivato e con lui quel momento in cui il futuro smette di essere una parola astratta e comincia, inevitabilmente, a dividere le strade. Due ragazze cresciute insieme devono confrontarsi con la possibilità che diventare adulte significhi anche imparare a stare lontane. Durante quella che dovrebbe essere la loro ultima serata insieme, le due si imbattono in un misterioso portale che le trasporta a Nakali, un’isola fantastica e mistica, popolata da creature magiche e mitologiche conosciute attraverso le storie delle loro famiglie filippine. Ad accompagnarle nel viaggio c’è anche Raww, un irruento e pasticcione “cane mannaro”, insieme a un piccolo gruppo di nuovi compagni. Ma sull’isola le ragazze devono fare i conti soprattutto con la temibile Manananggal, la creatura più pericolosa di Nakali. E presto scoprono che tornare a casa potrebbe richiedere un prezzo ben più doloroso di qualsiasi combattimento: sacrificare tutti i ricordi della loro amicizia. Jo e Raissa devono così trovare una via d’uscita prima di dimenticarsi per sempre l’una dell’altra.Quando crescere significa rischiare di perdersi
Sotto la superficie dell’avventura fantastica, L’Isola dei Ricordi racconta una paura molto meno soprannaturale: quella che crescere significhi inevitabilmente allontanarsi dalle persone con cui abbiamo condiviso una parte fondamentale della nostra vita. La memoria diventa così il vero territorio instabile del film. Non soltanto ciò che conserviamo degli altri, ma ciò che gli altri conserveranno di noi. Nel pressbook, Mercado individua proprio nell’amicizia, nelle difficoltà della crescita, nella paura di essere dimenticati e nella fragilità dei ricordi il centro emotivo della storia. Perché i ricordi sono preziosi anche per una ragione poco consolatoria: non durano necessariamente per sempre. Non è un caso che la storia sia ambientata negli anni Novanta, prima che smartphone e social network trasformassero la distanza in una condizione apparentemente reversibile a ogni notifica. Per Mercado, era un periodo in cui mantenere vive le amicizie richiedeva un impegno concreto; per Crawford sono anche gli anni della propria formazione, quelli dei ricordi che hanno contribuito a costruire gli adulti che sarebbero diventati.Il folklore filippino diventa un mondo DreamWorks
L’universo di L’Isola dei Ricordi nasce soprattutto dalla cultura e dalla mitologia filippina. Alla base del rapporto fra Jo e Raissa c’è anche il concetto di kapwa, un’identità condivisa fondata sul rispetto reciproco, sulla cura e sull’interconnessione. Persino l’espressione tagalog “Tayo na” assume un valore simbolico: significa “andiamo”, ma porta con sé il senso più preciso di “andiamo insieme”. Una dichiarazione d’intenti quasi perfetta per una storia in cui salvarsi da soli, in fondo, serve a poco. La collaborazione fra Crawford e Mercado affonda a sua volta le radici in un’amicizia iniziata più di dieci anni fa durante la lavorazione di Kung Fu Panda 2. Mercado è filippino-americano, mentre Crawford è legato alle Filippine attraverso la famiglia della moglie. I due hanno quindi costruito il film come una lettera d’amore alle proprie famiglie e alla cultura che ha contribuito a formarli. Da questo patrimonio arrivano gli Aswang, termine che comprende diverse creature soprannaturali mutaforma del folklore filippino, paragonate nel pressbook a mostri, vampiri, lupi mannari, ghoul, goblin ed elfi. Un immaginario raramente esplorato dall’animazione mainstream americana, che qui diventa il terreno su cui far incontrare fantasy, commedia e racconto di formazione.Anime, rave anni Novanta e colori fluorescenti
Anche sul piano visivo L’Isola dei Ricordi cerca una strada personale. Il linguaggio scelto dagli autori privilegia un’animazione espressiva e illustrativa, influenzata dagli anime giapponesi più che dalla ricerca di un rigoroso fotorealismo. La Manila del film nasce anche dagli album di famiglia di Januel Mercado, mentre per l’ambiente fantastico di Nakali i realizzatori hanno guardato ai paesaggi di Palawan ed El Nido. A questo si aggiungono la fotografia a luce nera e la cultura rave degli anni Novanta, che ispirano le sequenze più grafiche e fluorescenti, attraversate da esplosioni di ciano e magenta. Tre flashback dedicati ai componenti del Branco Selvaggio adottano inoltre stili differenti, ciascuno ispirato a uno specifico riferimento dell’animazione giapponese. Le sequenze sono state realizzate dalla Snipple Animation di Quezon City, aggiungendo al film un ulteriore legame produttivo con le Filippine.Una colonna sonora che arriva dalle Filippine
Il rapporto con la cultura filippina attraversa anche la musica. La colonna sonora è firmata da Nathan Matthew David, compositore nato a Los Angeles da genitori filippini, che ha lavorato con strumenti, musicisti e tradizioni locali per costruire il paesaggio sonoro dell’isola. Nel film trovano spazio strumenti e pratiche musicali provenienti, tra gli altri, dalle culture T’boli, Kalinga e Maguindanao, mentre il passaggio attraverso il portale verso Nakali coincide anche con un cambiamento dell’universo musicale della storia. David ha scelto inoltre di non comporre un tema separato per ciascuna delle due protagoniste: ne ha scritto uno per la loro amicizia. All’inizio sintetizzatori analogici e drum machine richiamano il pop tra la fine degli anni Ottanta e gli anni Novanta; poi il motivo cresce insieme alla storia fino ad assumere una dimensione orchestrale più ampia.L’Isola dei Ricordi, quando esce al cinema
Scritto e diretto da Joel Crawford e Januel P. Mercado e prodotto da Mark Swift, L’Isola dei Ricordi arriva nei cinema italiani giovedì 24 settembre, distribuito da Universal Pictures International Italy. Tra portali, creature mitologiche, colori al neon e ricordi che rischiano di svanire, il film parte dunque da un’isola fantastica per raccontare qualcosa di molto reale: quella strana età della vita in cui crescere significa scegliere una strada, mentre si cerca disperatamente di non perdere chi ci ha accompagnato fino a quel momento.Testi ed immagini Copyright tg24.sky.it
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