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Tecnologia

Il MIT crea un neurone artificiale usando un polimero come memoria

Il nostro cervello è unico e funziona in modo molto diverso dai computer, anche quelli più potenti. Nei modelli tradizionali, elaborare un dato e conservarlo sono operazioni separate, e ad esempio per un sensore che deve reagire subito, magari sulla pelle o nella mano di una protesi, questo continuo scambio di informazioni richiede spazio ed energia. E se fosse il materiale stesso a tenere traccia di ciò che è successo? Sarebbe sicuramente un grande miglioramento, e a quanto pare qualcuno ci sta lavorando. Un gruppo del MIT ha costruito un minuscolo dispositivo che sfrutta proprio questa idea, ma vediamo come funziona, rendendo possibile tutto ciò. Anzitutto al suo interno ci sono due elettrodi metallici che racchiudono uno strato di polimero morbido spesso appena 2 nanometri, e quando arriva una tensione elettrica, gli elettrodi si attirano e comprimono il materiale, cambiando la corrente che attraversa il dispositivo.Il dettaglio interessante è che il polimero non torna subito alla forma iniziale, poiché il suo lento recupero conserva per un po’ la traccia delle sollecitazioni precedenti. Potremmo definirla come una sorta di memoria meccanica, inoltre se gli impulsi continuano, la compressione raggiunge una soglia e il dispositivo produce una risposta che ricorda la scarica di un neurone, poi si rilassa.


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