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Tecnologia

Anche le cuffie possono essere spiate: fino a 30 mt con le onde radio

Dobbiamo farcene una ragione sul fatto che ogni dispositivo elettronico acceso, può lasciare dietro di sé una sorta di impronta invisibile. che in alcuni casi può essere captata, decifrata, o anche ascoltata, come nel caso di cui vi vogliamo parlare oggi. In linea generale circuiti, cavi e componenti producono piccolissime emissioni elettromagnetiche che, normalmente, sono troppo deboli per rappresentare un problema concreto, ma cosa succede se invece di limitarsi ad ascoltarle qualcuno riesce ad amplificarle dall'esterno? InjectEaveè una tecnica sviluppata da un gruppo di ricercatori, che si basa proprio su questo principio, e che cambia l'approccio agli attacchi basati sulle emissioni elettromagnetiche. La questione è molto meno complessa di quanto si possa pensare ma decisamente raffinata, visto che l'attaccante invia verso il dispositivo un segnale radio scelto appositamente, sfruttando il comportamento non lineare di componenti comunissimi come amplificatori, convertitori e transistor MOSFET. Questi componenti possono involontariamente mescolare il segnale radio ricevuto con quelli elettrici presenti nei circuiti, e così un audio, che utilizza frequenze relativamente basse e difficili da intercettare a distanza, può essere captato. Questo perché InjectEave può trasferire indirettamente quelle informazioni attorno alla frequenza radio inviata dall'attaccante, dove diventano molto più facili da captare con un'antenna.


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