Il Comitato Civico Territoriale San Domenico e Aree Limitrofe interviene nella mattinata della seduta del Consiglio comunale di Benevento, che discuterà al tredicesimo punto all’ordine del giorno la richiesta di convocazione urgente di un Consiglio comunale aperto sui miasmi, sulle criticità ambientali e sui fenomeni di alterazione del fiume Calore. Quella di oggi, tuttavia, sarà ancora una seduta ordinaria. I cittadini potranno assistere ai lavori, ma non potranno intervenire direttamente.
Per questo il Comitato Civico Territoriale San Domenico e Aree Limitrofe decide di porre pubblicamente, prima della seduta, le domande che ritiene debbano comunque entrare nell’Aula consiliare.
«Non sono domande della maggioranza. Non sono domande dell’opposizione. Sono domande che nascono dagli atti e che attendono risposte», sottolinea il Comitato.
A rendere ancora più urgente il chiarimento è anche l’articolo pubblicato domenica da Il Mattino, che ha evidenziato un passaggio rilevante della vicenda: il nuovo stop disposto il 18 settembre arriva dopo la comunicazione trasmessa nello stesso giorno dalla Benevento Biometano, nella quale la società rappresenta anche l’impossibilità di procedere agli adeguamenti senza ulteriori determinazioni dell’Autorità giudiziaria.Il presidente del Comitato, Salvatore D’Andrea, chiarisce innanzitutto la posizione dell’associazione. «Non ci interessa alimentare contrapposizioni tra maggioranza e opposizione e non ci interessa utilizzare questa vicenda per fare valutazioni politiche di parte. A noi interessa esclusivamente la salute dei cittadini e la tutela del territorio nel quale viviamo. Ma proprio per questo i continui cambi di impostazione dell’Amministrazione, soprattutto quando si parla di possibili rischi per salute e ambiente, impongono domande molto serie».
Il riferimento è, in particolare, alla diversa impostazione contenuta in due provvedimenti comunali a soli undici giorni di distanza.
Il 7 settembre il Comune aveva scritto che non risultavano segnalati dagli organi competenti particolari rischi «attuali e concreti» per la salute pubblica e l’ambiente.
L’ordinanza del 18 settembre richiama invece il principio di massima precauzione e la possibilità di intervenire anche rispetto a «rischi solo potenziali», precisando inoltre che gli organi tecnici stavano ancora completando le proprie attività di verifica e controllo.
«Qui non si parla di questioni marginali. Si parla della salute delle persone ...
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