In una valle appartata delle Ardenne belghe, il verde avvolge le vestigia di un’antica abbazia, mentre l’acqua sgorga ancora dalla sorgente legata alla sua fondazione. Poco più in là, il lavoro dei monaci prosegue resistendo allo scorrere del tempo, e lo fa attraverso una birra conosciuta in tutto il mondo. Orval riunisce spiritualità, architettura, memoria e gastronomia in uno scenario di grande suggestione. La valle in cui sorge è chiamata Val d’Or, “Valle d’Oro” in francese e la tradizione racconta che, nel corso dei secoli, il nome sia stato rovesciato fino a diventare Orval. Il simbolo più riconoscibile del complesso è una trota con un anello d’oro in bocca, raffigurata sullo stemma dell’abbazia e riprodotta sulle bottiglie della celebre birra. Il complesso, tra le altre cose, si trova in una regione piena di boschi, vallate e piccoli centri abitati. La sua particolarità, quindi, sta anche nella coesistenza di due realtà: da una parte, il percorso aperto ai visitatori conduce attraverso le rovine e gli spazi museali dell’antica abbazia; dall’altra, il monastero attuale continua a essere una comunità cistercense trappista, con una chiesa, un centro di accoglienza e attività produttive legate alla tradizione del luogo.
Breve storia e leggende dell’Abbazia di Orval
La storia di Orval affonda le radici nel XII secolo. La fondazione risale al 1132, nei pressi della sorgente associata alla leggenda di Matilde di Toscana, duchessa vedova della Bassa Lorena. Secondo il racconto tramandato nei secoli, la nobildonna si fermò durante un viaggio per bere l’acqua di una fonte e lasciò cadere nel bacino il suo anello nuziale d’oro. Dopo aver pregato e promesso la fondazione di un monastero in quella valle, vide affiorare una trota con l’anello tra le fauci. Visualizza questo post su Instagram La promessa sarebbe stata mantenuta proprio con la nascita della comunità monastica. La sorgente, ancora oggi, alimenta il complesso e il birrificio, rendendo la leggenda una presenza concreta nella vita dell’abbazia. Il primo grande trauma, però, arrivò nel 1252, quando un incendio distrusse il monastero. La ricostruzione restituì vita alla comunità, ma le vicende belliche continuarono a segnarne il destino. Nel 1637, durante la Guerra dei Trent’anni, l’abbazia fu saccheggiata dalle truppe francesi. Un altro episodio drammatico risale al 1793: durante la Rivoluzione francese, i monaci offrirono ospitalità a un esercito austriaco. In seguito, i rivoluzionari francesi incendiarono il complesso e costrinsero i religiosi ad abbandonarlo. Le rovine e i terreni passarono allora in mani private. La rinascita cominciò poi nel 1926, quando i proprietari donarono l’area ai cistercensi. Fu quindi avviata la costruzione di un nuovo monastero, con una chiesa consacrata nel 1948. Per quanto riguarda la tradizione birraia, già presente nel passato monastico, fu ripresa nel 1931 per contribuire a sostenere i costi dei lavori. Visualizza questo post su Instagram Il progetto ebbe grande successo grazie a una ricetta particolare, basata su una combinazione distintiva di luppoli e lieviti. Nacque così una delle birre trappiste belghe più celebri, riconoscibile per il colore ambrato, il gusto secco e una componente amarognola con sfumature fruttate.La visita tra rovine, musei e giardini officinali
Il percorso di visita permette di conoscere la storia di questo gioiello del Belgio attraverso ambienti diversi, ciascuno con una propria atmosfera. Il punto di partenza ideale è il complesso delle rovine medievali, immerse nel verde della valle. Resti di muri, archi e strutture appartenenti all’antico monastero restituiscono l’imponenza di un luogo religioso che attraversò incendi, saccheggi e ricostruzioni. La vegetazione, con il trascorrere delle stagioni, aggiunge una dimensione quasi pittorica alle pietre, mentre la sorgente di Matilde continua a scorrere nei pressi del sito.
iStockDove si trova e come arrivare
L’Abbazia di Orval si trova nel territorio di Villers-devant-Orval, nella provincia belga del Lussemburgo, in una zona meridionale della Vallonia vicina al confine francese. Florenville rappresenta il centro abitato di riferimento per organizzare la visita e raggiungere il complesso. In auto, da Bruxelles, il viaggio richiede circa 2 ore, a seconda del traffico e del percorso scelto. La soluzione risulta particolarmente comoda per chi desidera esplorare anche i paesaggi delle Ardenne e i piccoli villaggi della regione. Il trasporto pubblico richiede una pianificazione più attenta: la stazione ferroviaria più vicina è quella di Florenville, collegata a Libramont da alcuni treni giornalieri. Visualizza questo post su Instagram Dalla stazione, un autobus raggiunge l’abbazia in circa 15 minuti. Le corse ferroviarie possono essere poco frequenti, quindi è utile verificare gli orari prima di partire e costruire l’itinerario tenendo conto delle coincidenze.Testi ed immagini Copyright Siviaggia.it
