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Tecnologia

Le memorie di iPhone e Mac potrebbero essere prodotte negli Stati Uniti

Le memorie di iPhone e Mac potrebbero essere prodotte negli Stati Uniti Le memorie dei dispositivi Apple potrebbero essere prodotte per la prima volta negli Stati Uniti. SK Hynix, l’azienda sudcoreana che fornisce ad Apple sia chip di RAM sia memorie flash, starebbe infatti trattando con Intel un accordo per fabbricare memorie sul suolo americano, cosa che finora non ha mai fatto. A rivelarlo è Reuters, citando tre persone a conoscenza delle discussioni. Le trattative sarebbero ancora in una fase esplorativa e nessuna decisione sarebbe stata presa.

Le due ipotesi: la fabbrica Intel in Ohio o una joint venture

Gli scenari sul tavolo sarebbero due. Nel primo, SK Hynix prenderebbe in affitto una parte del grande stabilimento che Intel sta costruendo in Ohio. Nel secondo, l’azienda coreana darebbe vita ad una società insieme ad Intel ed ai principali fornitori di servizi cloud, interessati a garantirsi forniture stabili di memoria. Secondo una delle fonti, SK Hynix starebbe valutando anche altre strade per strutturare l’operazione. Non è chiaro quali chip verrebbero prodotti in Ohio. Il catalogo di SK Hynix comprende le memorie DRAM usate in server, PC e smartphone, le memorie NAND flash per l’archiviazione e le HBM (high-bandwidth memory), di cui l’azienda è il principale fornitore per i processori dedicati all’intelligenza artificiale. Il progetto dell’Ohio ha una storia travagliata. Intel lo aveva annunciato nel 2022 con un investimento fino a 100 miliardi di dollari, per costruire quello che poteva diventare il più grande polo di produzione di chip al mondo, con l’avvio previsto nel 2025. Il completamento dei due impianti è però slittato al 2030 ed al 2031. apple intelLeggi anche

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Cosa cambierebbe per Apple

Alcuni processori per i dispositivi Apple vengono già realizzati negli Stati Uniti, ma si tratta di chip per i modelli meno recenti, perché i processi produttivi più avanzati di TSMC restano fuori dagli stabilimenti esteri. Per le memorie questo limite non esisterebbe: Apple usa chip DRAM e NAND standard del settore, quindi una produzione americana potrebbe riguardare anche i dispositivi più recenti. L’operazione avrebbe senso anche per le altre parti coinvolte. Per Intel, che attraversa un periodo difficile ed è in parte controllata dal governo americano, significherebbe alleggerire il peso dell’investimento in Ohio. Per l’amministrazione Trump sarebbe un successo importante, in un momento in cui gli enormi investimenti in AI e data center hanno causato una grave carenza di chip di memoria ed il governo spinge i produttori a costruire in patria. Il segretario al Commercio Howard Lutnick ha minacciato dazi fino al 100% sulle aziende sudcoreane e taiwanesi che non aumenteranno la produzione negli Stati Uniti. iphone economici entry levelLeggi anche

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L’ostacolo principale è il governo sudcoreano

Il nodo più difficile da sciogliere sarebbe però a Seul. Le tecnologie per produrre HBM ed anche DRAM sono considerate sensibili, e secondo le fonti un accordo di questo tipo potrebbe incontrare l’opposizione del governo sudcoreano. Il ministero del Commercio di Seul ha spiegato che la decisione spetta all’azienda, ma che se dovesse coinvolgere una “tecnologia strategica nazionale” verrebbe sottoposta a revisione in base alla legge sulla protezione delle tecnologie industriali. La situazione è complicata dai negoziati tra i due Paesi sugli investimenti promessi dalla Corea del Sud agli Stati Uniti in cambio di dazi più bassi: dei 350 miliardi di dollari proposti, 150 sono destinati alla cantieristica navale e 200 restano da assegnare. Secondo due delle fonti, SK Hynix si troverebbe stretta tra un governo coreano che vuole usare i suoi investimenti americani come leva nelle trattative ed un governo americano che le chiede di impegnarsi in fretta. Produrre negli Stati Uniti, inoltre, costa molto di più: manodopera e costruzione hanno prezzi più alti, e gran parte della filiera dei semiconduttori si trova in Asia. SK Hynix ha però buoni motivi per farlo. L’azienda si è quotata anche al Nasdaq a luglio ed al momento negli USA sta costruendo soltanto un impianto di packaging in Indiana. Sempre a luglio, il presidente del gruppo SK, Chey Tae-won, aveva spiegato che clienti e governi fanno enormi pressioni per avere più chip: “Penso che dobbiamo costruire una fabbrica negli Stati Uniti. Se possibile, credo che dovremmo farlo”. Interpellata da Reuters, SK Hynix ha dichiarato di stare valutando diverse misure, compresa l’apertura di nuovi siti produttivi, ma che “a questo punto non è stato deciso nulla”. In seguito l’azienda ha ribadito in una nota sul proprio sito che non c’è niente di definito né sulla collaborazione con le aziende citate né sulla produzione di memorie negli Stati Uniti. Intel non ha commentato quelle che definisce speculazioni, confermando però che prosegue gli investimenti per preparare il sito in Ohio. Intanto la notizia ha fatto salire il titolo Intel del 5,5% in apertura e quello di SK Hynix del 4,1% alla borsa di Seul.
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