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Tecnologia

Revolut abbocca alla falsa richiesta governativa, rubati i dati di alcuni clienti

Revolut ha detto nelle scorse ore di essere stata vittima di una frode informatica piuttosto sofisticata, che l’ha indotta con l’inganno a svelare informazioni molto sensibili di un numero imprecisato di clienti: i truffatori si sono spacciati per un’agenzia governativa, e sono stati talmente convincenti che la fintech, che conta oltre 80 milioni di clienti in più di 160 Paesi, ci è cascata completamente, svelando dati anagrafici e professionali delle vittime, indirizzi, email e numeri di telefono, copie di documenti d’identità come passaporti e patenti; e perfino le immagini inviate per la verifica facciale durante l’apertura dei conti, estratti conto con numeri IBAN, storico dei prelievi e l’intera cronologia delle transazioni, incluse quelle in Bitcoin. La società ha spiegato che la richiesta era arrivata tramite un indirizzo email apparentemente legittimo e associato al dominio ufficiale dell’ente. La richiesta è stata inizialmente considerata autentica perché la comunicazione presentava credenziali valide per l’autenticazione del dominio. Revolut ha quindi trasmesso i dati richiesti, scoprendo successivamente che l’account non era autorizzato. A quanto pare il data breach ha coinvolto un numero “molto limitato” di clienti, ma la società non è stata per ora più precisa di così. Alcuni esperti ipotizzano che l’attacco sia stato rivolto soprattutto ai clienti più facoltosi.Revolut sostiene che i propri sistemi e i fondi dei clienti non siano stati compromessi. Dopo aver individuato l’incidente, la società ha bloccato immediatamente l’indirizzo utilizzato dagli aggressori e ha informato l’agenzia governativa coinvolta, insieme alle autorità competenti, agli organismi per la protezione dei dati e ai regolatori finanziari. Sarà interessante capire se in questo particolarissimo scenario anche l’agenzia governativa coinvolta, di cui per ora è ignota l’identità, dovrà segnalare a sua volta di essere stata violata.


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