Intel starebbe preparando un nuovo aumento dei prezzi delle CPU nell’ordine del 10%, dopo due ritocchi che erano già stati applicati nel corso del 2026. La notizia arriva dal DigiTimes che cita fonti della supply chain, ma per il momento Intel non ha confermato ufficialmente né il rincaro né i prodotti interessati.
Secondo il report, il nuovo aumento seguirebbe quelli già avvenuti nel primo trimestre e a luglio su alcune CPU client e server. Non è però chiaro se il prossimo intervento riguarderà l’intero catalogo o solo alcune famiglie di prodotti. Server e notebook vengono indicati come i segmenti più plausibili. Sul mobile pesa anche il costo crescente delle memorie: le piattaforme più recenti richiedono RAM ad alte prestazioni, e nel caso di alcune generazioni come Lunar Lake la memoria è integrata direttamente nel package del processore. Questo rende più difficile separare il costo della memoria da quello dell’intera piattaforma.
Un aumento dei prezzi sarebbe coerente con quanto emerso dagli ultimi risultati finanziari dell’azienda. Durante la conference call di luglio, il CFO David Zinsner aveva spiegato che la crescita del 13% dei ricavi della divisione client rispetto all’anno precedente era stata sostenuta soprattutto da un prezzo medio di vendita più elevato, non da un aumento dei volumi. Sul fronte server invece Intel beneficia della forte domanda di capacità di calcolo legata ai data center e ai carichi AI. Questo rende il segmento importante anche dal punto di vista dei margini.
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