Far squillare lo smartphone funziona finché non è in modalità silenziosa e si ha un altro dispositivo a portata di mano. Gleb Shalimov ha scelto una strada più sfiziosa: costruire un piccolo cercatelefono Bluetooth basato su ESP32-S3, capace di indicare se ci si sta avvicinando o allontanando dal dispositivo attraverso suoni e vibrazioni.
Il progetto sfrutta il Bluetooth Low Energy (BLE). L'ESP32-S3 cerca continuamente i pacchetti trasmessi dallo smartphone identificato tramite nome o indirizzo MAC e ne misura l'RSSI, cioè l'intensità del segnale ricevuto. Il valore viene mostrato sul display e trasformato in feedback acustico e aptico: più ci si avvicina al telefono, più aumentano clic e vibrazioni. Una sorta di cercametalli, insomma, ma per lo smartphone dimenticato tra i cuscini del divano. Utilizzare direttamente l'RSSI per stimare la distanza sarebbe però poco affidabile: l'intensità del Bluetooth può oscillare anche di oltre 10 dBm senza che telefono o ricevitore si muovano, e dispositivi differenti trasmettono con potenze diverse.
Shalimov ha quindi scartato sia le soglie fisse che una semplice media mobile. Il firmware utilizza invece una media mobile esponenziale su circa 10-15 campioni, che attenua le oscillazioni senza rendere il sistema troppo lento. Durante i primi secondi misura inoltre il segnale più forte e quello più debole ricevuti dallo smartphone e costruisce una scala relativa. In questo modo il dispositivo si calibra sul telefono che deve cercare invece di affidarsi a valori RSSI universali. Un sistema di isteresi evita infine che buzzer e vibrazione cambino continuamente comportamento quando il segnale oscilla vicino a una delle soglie.
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