La lotta ai cambiamenti climatici deve passare inevitabilmente da una riprogettazione delle città, riducendo le aree cementificate in favore di infrastrutture blu e verdi, ovvero reti di corsi d'acqua e vegetazione urbana. Solamente in questo modo si potranno contenere le sempre più diffuse isole di calore, in cui i valori termici risultano più elevati rispetto alle zone circostanti.
L'innalzamento delle temperature medie e l'alta densità abitativa delle città europee hanno contribuito ad intensificare il fenomeno, portando le comunità locali ad adottare soluzioni diversificate per tamponarne gli effetti. Ne sono un esempio il progetto di deimpermeabilizzazione a Parma e l'installazione dell'Albero Bioclimatico a Roma: efficaci, sì, ma chiaramente non sufficienti per ottenere risultati tangibili. Una valida soluzione arriva dagli orti urbani, che secondo uno studio condotto dall'Unione Europea possono contribuire attivamente a raffreddare le città ancor più di quanto già non faccia l'agricoltura periurbana.L'UE ha analizzato l'impatto del raffreddamento degli orti urbani nelle città europee, prendendo in considerazione quelli di 682 delle 929 Aree Urbane Funzionali (FUA) presenti nel territorio comunitario. La ricerca ha utilizzato Google Earth Engine e OpenStreetMap e si è sviluppata in cinque fasi:
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