Quella con Ottocast OttoSafe Cam CA560 è stata, per me, un'esperienza un po' diversa dal solito. Non perché si tratti della prima dashcam che abbia mai catturato la mia attenzione: al contrario, è una categoria di prodotto che mi incuriosisce da anni e della quale ho guardato moltissimi video, prove e confronti. Per una ragione o per un'altra, però, non ne avevo mai installata e utilizzata realmente una sulla mia auto.
L'occasione è arrivata dopo l'acquisto della Škoda Elroq, entrata nella mia quotidianità da qualche mese e diventata inevitabilmente anche una sorta di piccolo laboratorio tecnologico su quattro ruote. La CA560 è quindi la prima dashcam che ho avuto modo di montare, configurare e utilizzare realmente giorno dopo giorno, ed è proprio questo ad aver cambiato parecchio il mio modo di considerare questi dispositivi.
Perché una dashcam non si giudica soltanto contando i pixel o osservando quanto nitidamente venga riprodotta una targa in un fermo immagine. Nell'utilizzo quotidiano diventano altrettanto importanti l'installazione, l'alimentazione, l'affidabilità, la gestione dei filmati, l'integrazione con l'auto e soprattutto la capacità di registrare correttamente quando succede davvero qualcosa. Su quest'ultimo punto, durante la prova, ho avuto anche un piccolo episodio reale che mi ha fatto comprendere molto meglio perché una dashcam possa diventare uno di quegli accessori ai quali difficilmente si vuole rinunciare dopo averli provati.
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