Anche Nintendo Switch 2, come promesso la scorsa primavera, aumenta di prezzo da oggi: per fortuna di poco, visto che da 469€ si passa a 499, poco più del 6%. Tanto per fare un paragone, proprio oggi Qualcomm ha dato il via ad aumenti in tutto il catalogo di almeno il 10%. La società giapponese ha cercato di contenere l’aumento e di posticiparlo il più possibile, ma in ultimo anche lei ha dovuto arrendersi alla crisi dei chip di memoria causata dalla corsa globale all’intelligenza artificiale.
Come molti sapranno, l’avvento dell’AI ha portato alla costruzione di grandi quantità di datacenter ad essa dedicati, che sono sostanzialmente degli agglomerati di decine di migliaia di GPU ad altissime prestazioni che fanno calcoli su calcoli. Ognuno di questi acceleratori monta decine e decine di GB di VRAM ad altissime prestazioni (gli acceleratori B200 di ultima generazione arrivano addirittura a 180 GB, tanto per dire). Questo significa che i grandi produttori di DRAM sono tutti oberati di lavoro: essendo l’offerta scarsa rispetto alla domanda, i prezzi impennano perché sono tutti disposti a pagare molto di più pur di assicurarsi una fornitura costante e abbondante di chip.E quindi, perché i produttori di DRAM (e in misura minore dei chip NAND dedicati allo storage) non ampliano i loro impianti? Non è così semplice: tanto per cominciare, perché è un’operazione tutt’altro che immediata - bisogna costruire i macchinari, calibrarli, adattare gli edifici, addestrare il personale e così via. Anche volendo, sono processi che possono richiedere anni. E poi c’è un po’ di cautela generale: Samsung, Micron e SK Hynix temono che la frenesia da AI subisca una battuta d’arresto, il che potrebbe lasciare le macchine ferme.
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