Tra le tante polemiche che accompagnano questi ultimi mesi prima del lancio di GTA 6, fissato per il 19 novembre, e che si sono un po' placate momentaneamente dopo la recente anteprima, almeno due mancheranno all'appello. Perché se nei discorsi attorno alla scomparsa del digitale GTA 6 con la sua copia fisica senza disco è un elemento centrale, che interpreta e anticipa perfettamente lo zeitgeist del mercato videoludico, sul fronte di uso dell'AI e microtransazioni - due altri temi caldissimi - invece passa la mano. Almeno per ora.
MA ALL'ORIZZONTE C'È GTA ONLINE
A confermare che GTA 6 non fa uso di AI generativa né microtransazioni è stato Rob Nelson, co-responsabile di Rockstar North, rispondendo a una domanda di Andy Cortez e Greg Miller di Kinda Funny. La domanda era piuttosto diretta, e altrettanto netta è stata la risposta di Nelson: no a entrambe le soluzioni. L'assenza dell'AI generativa è forse un'ultima volta. Negli ultimi anni questa tecnologia si è rapidamente diffusa nello sviluppo dei videogiochi, con strumenti destinati a semplificare la produzione di contenuti e accelerare alcune fasi del lavoro. È anche vero che lo sviluppo di GTA 6 è iniziato molti anni fa: impossibile pensare che la progettazione del gioco tenesse conto di strumenti che all'epoca ancora non esistevano. E che al massimo sono stati implementati in coda allo sviluppo, per velocizzarne alcune fasi, ma non sono a livello strutturale.Piccolo prezzo per un ottimo smartphone? Honor 400 Lite, compralo al miglior prezzo da Amazon Marketplace a 130 euro.
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