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Tecnologia

Il nucleare entra in fabbrica: reattori pronti in meno di due anni

Di norma la costruzione di una centrale nucleare ha sempre richiesto tanti anni, iniziando con la nascita di cantieri enormi, la movimentazione di componenti difficili da trasportare e tempistiche che alla fine sono sempre state incerte. Proprio questa complessità è uno dei principali ostacoli alla diffusione di nuovi reattori, e ora che l’energia inizia a servire rapidamente a data center, industrie e reti elettriche, il problema si sta facendo sentire. Per fortuna i progetti di nuova generazione mirano a una minor complessità, alla modularità, e potrebbero di fatto ridimensionare le problematiche sopra descritte. La strada scelta da Apollo Atomics è interessante vista da questo punto di vista, proprio perché non prova a reinventare la fissione nucleare ma ha l'obiettivo di renderla più accessibile e in tempi minori. Il progetto parte dai reattori ad acqua pressurizzata, la tecnologia già utilizzata in gran parte delle centrali esistenti, e concentra il lavoro su uno dei componenti più ingombranti. Si tratta del generatore di vapore, ossia quel sistema che trasferisce il calore prodotto dal reattore all’acqua, e che alimenta la turbina. Hanno lavorato per renderlo molto più compatto, e grazie a questo approccio la startup sostiene di poter ottenere una densità di potenza circa dieci volte superiore e ridurre l’ingombro complessivo fino a un quarantesimo rispetto a un impianto convenzionale.


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