Il prossimo chip mobile top di gamma di Samsung, l’Exynos 2700, è stato di nuovo avvistato nel corso del weekend sul database di Geekbench, per la precisione il test AI, con alcune indicazioni molto interessanti su cosa possiamo aspettarci. Particolarmente interessanti sono le frequenze operative, molto più elevate rispetto a quelle emerse nei benchmark trapelati nei mesi scorsi.
La configurazione della CPU è sempre a quattro cluster con schema 1+4+1+4, la stessa già osservata in precedenza. Questa volta, però, tutti i core funzionano a velocità maggiori: il core principale raggiunge i 4,24 GHz, un valore che avvicina la soluzione Samsung alle frequenze di punta oggi adottate dai più recenti processori Snapdragon della serie 8 di Qualcomm. Gli avvistamenti degli scorsi mesi mostravano lo stesso core a frequenze comprese tra 2,30 e 2,88 GHz, ormai del tutto insufficienti per un chip flagship. Chi segue leak e anticipazioni con molta assiduità saprà che è un modus operandi standard di Samsung: i primi test sono storicamente sempre stati a frequenze molto basse, magari per testare qualche governor particolarmente conservativo o più in generale modalità a basso consumo.Il codice identificativo piattaforma hardware è uguale, ma quello associato al processore suggerisce l’implementazione di un nuovo core Arm non ancora annunciato ufficialmente, indicato nelle indiscrezioni con il nome “Canyon”. Secondo le informazioni circolate finora, si tratterebbe del successore del core C1-Ultra impiegato nell’Exynos 2600. Per il resto, abbiamo la sigla S5E9975 ERD a indicare il dispositivo nel suo complesso (verosimilmente un prototipo), dispone di circa 10,67 GB di RAM liberi (probabilmente 12 GB nominali, se non 16) ed esegue una versione preliminare di Android 17.
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