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Tecnologia

Telegram, l'AI scova i canali pirata: oltre 500 sono stati rimossi in due mesi

Telegram continua a essere utilizzato anche per distribuire film e serie TV pirata, spesso attraverso reti di canali, bot e account di supporto difficili da individuare con una semplice ricerca. A fotografare il fenomeno è un nuovo studio condotto da ricercatori della Louisiana State University e della University of Texas at Arlington, che hanno analizzato oltre mille canali tra dicembre 2023 e gennaio 2026.

Nel complesso sono stati esaminati circa 209.000 post. Utilizzando un modello linguistico eseguito localmente, i ricercatori hanno individuato 19.033 titoli distribuiti illegalmente, tra cui 14.632 film e 4.401 serie TV. I contenuti provenivano da quasi 4.000 società diverse e i post individuati, pubblicati su 983 canali, avrebbero raccolto complessivamente 4,85 miliardi di visualizzazioni Tra i titolari dei diritti maggiormente interessati compare al primo posto la giapponese Toei Company, a cui fa capo circa il 17% dei contenuti individuati, seguita da Netflix con il 15% e Warner Bros. con il 12,4%.Lo studio prova anche a stimare il danno economico, arrivando a 17,49 miliardi di dollari. Si tratta però di un calcolo molto indicativo: i ricercatori hanno ipotizzato che soltanto l'1% delle visualizzazioni possa tradursi in una vendita persa, utilizzando come riferimento l'opzione legale meno costosa disponibile.

L'aspetto più interessante riguarda però il modo in cui queste reti vengono organizzate. Circa il 94% dei canali individuati risultava collegato ad almeno un altro canale, spesso attraverso bot, account intermedi e sistemi di reindirizzamento. In molti casi i contenuti non erano ospitati direttamente su Telegram, ma su servizi esterni come TeraBox, Terashare e GoFile. Torrent e magnet link, al contrario, sono risultati quasi assenti.

Partendo da questi dati, il gruppo di ricerca ha sviluppato Anti-RIP, uno strumento basato su AI pensato per individuare rapidamente nuovi canali dedicati alla pirateria. Tra il 3 febbraio e il 10 aprile 2026 il sistema ha controllato oltre 249.000 canali appena scoperti, segnalandone 802 come legati alla distribuzione illegale di contenuti, insieme ad altri 299 canali collegati e 108 bot.Le segnalazioni sono state inviate a Telegram e a 17 grandi titolari di diritti statunitensi. Nel giro di due settimane 524 dei 1.101 canali segnalati non risultavano più accessibili, mentre Telegram ha rimosso anche numerosi singoli post. Nell'arco dei 61 giorni osservati dallo studio sono stati inoltre eliminati 71 bot.

Il sistema, comunque, non è infallibile. In un controllo manuale su mille post, quattro contenuti legittimi erano stati classificati erroneamente come pirateria. Gli autori indicano per il modello una precisione del 98% nei test, ma precisano che non è stato calcolato un tasso di errore verificato sui canali individuati durante l'utilizzo reale.

Anti-RIP e il relativo dataset sono stati pubblicati su GitHub. L'obiettivo è permettere a piattaforme e titolari dei diritti di utilizzare lo stesso approccio, anche se gli stessi ricercatori osservano che strumenti di AI potrebbero essere adottati anche da chi distribuisce contenuti pirata per cercare di evitare i controlli.


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